Il pressing del gruppo Ventura a sedici alti funzionari di Stato
Pressioni su alti funzionari dello Stato a partire dal prefetto Michele Di Bari, passando per la dottoressa Finizio della Prefettura. E ancora Cono Incognito, capo del Girer, ma anche il tenente...
Pressioni su alti funzionari dello Stato a partire dal prefetto Michele Di Bari, passando per la dottoressa Finizio della Prefettura. E ancora Cono Incognito, capo del Girer, ma anche il tenente colonnello Carlo Carrozzo dei carabinieri, che ha avviato le indagini di Aemilia e il tenente colonnello Domenico Cristaldi, che sulla più grande inchiesta delle infiltrazioni malavitose in Emilia Romagna sta ancora investigando e coordinando i blitz. Ma anche uomini della questura di Modena, poliziotti della Direzione Investigativa Antimafia e i capi della Guardia di Finanza. Sono 16 le persone che, secondo la Dda di Bologna, hanno subito pressioni dal gruppo di cui fanno parte il vice-prefetto Ventura, l’impiegato Lambertucci, De Stavola e tutti gli altri imputati (con la sola eccezione dell’ex senatore Giovanardi che resta solo indagato) dell’inchiesta sulle white list.
Nomi importanti, chiamati più volte - e senza alcun particolare novità (come gli stessi avevano annotato nelle varie occasioni) - in riunione per analizzare la situazione della Bianchini Costruzioni e della Ios. Convocazioni in piena estate e tentativi di indirizzare le loro scelte, minacciando esposti, presentando interrogazioni parlamentari, arrivando persino a parlare direttamente con gli esponenti delle forze dell’ordine senza particolare cautela. C’era chi, sfruttando canali riservati, tentava di indirizzare le scelte del Gruppo Interforze, tanto che tra le accuse mosse dai pubblici ministeri dell’Antimafia entrano anche le fughe di notizie di incontri riservati e non ancora verbalizzati, ma che venivano liberamente comunicati alla famiglia Bianchini in modo che potesse prendere qualche contromisura.
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