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«Non vogliamo il controllo di Bper»

«Non vogliamo il controllo di Bper»

«Non c’è intenzione di intervenire sul Cda ma di contribuire ai piani di sviluppo». Ieri boom del titolo in Borsa (+7,36%)

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L’operazione annunciata giovedì dal Gruppo Unipol per rilevare un ulteriore 5,2% del capitale di Bper Banca non ha trovato completa realizzazione. Dal punto di vista tecnico le operazioni di questo tipo si devono esaurire in uno o due giornate ma il Gruppo Unipol, che già deteneva il 9,87%, è riuscito a rastrellare un numero di 15.629.789 azioni ordinarie della banca, vale a dire che ha aumentato il suo peso del 3,25% sborsando 4,72 euro per ogni azione, e dunque mettendo sul piatto circa 73,8 milioni di euro. Unipol, tramite Unipolsai assicurazioni, sale così dal 9,87% circa del capitale sociale di Bper al 13,1% circa e non al 15% cui puntava. Ma Unipol ha anche già annunciato di avere ottenuto le autorizzazioni necessarie per salire fino al 19,9 per cento del capitale della banca modenese.

Il grande Gruppo assicurativo bolognese ieri si è però preoccupato di comunicare che premura di far sapere che «la società agisce da sola e non di concerto con altri soggetti. Nella sua qualità di investitore istituzionale, Unipol intende contribuire ai piani di sviluppo nel medio-lungo periodo della banca, con la quale è, peraltro, in essere una partnership industriale pluriennale nel comparto della bancassicurazione danni e vita».

Unipol ribadisce comunque che «valuterà l'eventuale ulteriore incremento della propria partecipazione» in una o più mosse, ma sempre entro il tetto del 19,9%. Il tutto, però, «alla luce di quelli che saranno i piani e le prospettive di sviluppo della banca e le condizioni generali del mercato».

Ma soprattutto Unipol chiarisce che «in ogni caso, la società, anche a seguito dell'eventuale acquisto dell'ulteriore partecipazione, non intende esercitare su Bper il controllo, anche di fatto. Unipol, anche per il tramite della propria controllata Unipolsai, eserciterà i diritti sociali e le prerogative societarie in qualità di azionista diretto e indiretto di Bper, al fine di contribuire ai piani di sviluppo della banca».

Unipol poi ricorda di non essere «parte di alcun patto parasociale con altri soci di Bper e non intende proporre, nel periodo in cui può procedere alla scalata, l'integrazione o la revoca degli organi amministrativi o di controllo di Bper».

Secondo fonti riservate dell'agenzia MF-Dow Jones, il fatto che sia stato rilevato da Unipol il 3,25% senza raggiungere l'obiettivo del 5,2% dipende «da un certo disaccordo tra i soci sul piano industriale e probabilmente il mercato auspica che questo possa tradursi in prezzi più alti in futuro». Un'altra fonte contattata dall'agenzia afferma che «il mercato sconta già il fatto che Unipol voglia arrivare alla soglia del 20% e che dunque dovrà probabilmente farlo a valori più alti. Inoltre, in prospettiva, forse la compagnia sta pensando a un'operazione straordinaria che potrebbe coinvolgere anche la controllata Unipol Banca». Diventa in effetti sempre più d’attualità la possibile incorporazione della banca bolognese in Bper.

Le notizie sull’operazione di Unipol hanno determinato un vero boom del titolo azionario ieri alla Borsa di Piazza Affari con un balzo positivo del 7,36 per cento che ha portato il valore delle azioni a 4,78 euro.

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