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«Fusione, sarà un sogno che si realizza»

«Fusione, sarà un sogno che si realizza»

Nasce il comitato per unire Lama a Montecreto: «Al bando la paura, votiamo Sì per costruire il futuro»

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Si organizza il fronte che plaude alla fusione tra Lama Mocogno e Montecreto, dando vita al “Comitato del Sì al futuro”, formato di gente di entrambi i Comuni scesa in campo ieri con una sorta di “manifesto programmatico”.

«Siamo persone di diversa estrazione politica che, lasciando da parte divisioni ideologiche - scrivono - interpretano la definizione originaria di “politica” per portare avanti un vero e proprio sogno Frignanese: quello di rendere possibile, per la prima volta nella nostra storia recente, un progetto di aggregazione di due piccole comunità montane che dalla loro unione auspicano fortemente un miglioramento della qualità della nostra vita, di quella dei nostri anziani e delle generazioni future».

Riferimento alla “storia recente” perché il gruppo ricorda come già in passato esistessero forme di aggregazione delle comunità rurali montane, come nell’Ottocento la “Milizia Forese Frignanese” voluta dal duca Francesco IV. «Ed allora, perché avere paura di questo sogno di aggregazione che oggi è tra due Comuni, ma domani potrà essere allargato ad altre comunità che, come noi, dovranno però comprendere che rivalità e campanilismi portano solamente ad un fatale calo della qualità di vita?» rilancia il Comitato, ricordando che a decidere a ottobre sarà solo il popolo sovrano.

Con il rischio, se vince il No, «di rimanere ancorati a ingessature amministrative, patti di stabilità, carenze finanziarie e di organico che condurranno, lentamente ed inesorabilmente, i nostri Comuni alla paralisi. Che tra qualche anno probabilmente porterà lo Stato ad imporre, a benefici zero, aggregazioni forzate, frutto non di scelte o di affinità, ma di sterili numeri».

Poi una sottolineatura importante: «Essendo un gruppo di diversa estrazione politica, il nostro Comitato è inattaccabile da ogni gruppo politico regionale o nazionale che volesse schierarsi contro, per la semplice ragione che nasciamo senza secondi fini, ma solo per il bene comune. Positività, fiducia nel futuro, attaccamento alla nostra terra, amore per i nostri concittadini ci portano a proseguire convintamente verso questo progetto che porterà anche ossigeno per dieci anni alle martoriate casse comunali».

Ai timorosi il Comitato dice: «Non saranno rasi al suolo municipi, non verranno epurati dipendenti, ma solo migliorati i servizi per i cittadini. I bambini non saranno costretti ad emigrare in altre scuole, i nostri anziani potranno essere più protetti con nuove forme di welfare. Saranno tutelate le imprese commerciali, artigianali ed agricole, si potrà ragionare di grandi progetti di promozione turistica per tutte le stagioni, anche per assicurare lavoro ai giovani. E senza nessuna perdita di identità storica delle due comunità». (dm)

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