Il trucchetto corre sul filo Ecco le offerte ingannevoli
Metodi fantasiosi e poco chiari per piazzare prodotti che non vengono richiesti Adiconsum: «Siamo già a 400 segnalazioni». Nel mirino sono spesso gli anziani
Il caso più recente? Un nonno di 83 anni che si è visto recapitare un modem per l’Adsl dal corriere e che ha chiesto al figlio a cosa serviva. Oppure una pensionata di 93 anni con problemi di cecità che, sempre grazie al figlio, ha scoperto dalla bolletta maggiorata di aver sottoscritto un contratto no limits per l’utilizzo di internet da casa, e senza aver mai firmato nulla.
Sono solo alcuni dei casi raccolti dalle associazioni dei consumatori in prima fila contro le truffe telefoniche e che in questo anno vedono una nuova impennata in coincidenza con l’estate. Infatti grazie alle assenze per le ferie è molto facile che l’ignoto venditore di offerte telefoniche riesca a piazzare la merce, che arriva poi quando il compratore è assente. I tempi scaduti e il raggiro si scoprono fuori tempo massimo per impugnare il contratto. E a quel punto comincia il girone infernale tra le telefonate difficili (e inutili) al call center della compagnia telefonica, inesorabilmente all’estero, la ricerca delle ricevute dei pacchi per contestare la data di consegna e così via.
«La fantasia usata al telefono per rifilare contratti fasulli, al limite dell’illegalità, è infinita - spiega Chiara Cangini dell’Adiconsum di Modena - È capitato anche a me di sentirmi offrire al telefono una proposta truffaldina».
Di che tipo?
«Mi hanno detto che era stata installata la fibra ottica al mio condominio e che l’Adsl non valeva più. Secondo loro dovevo fare un nuovo contratto con la compagnia».
Dunque cos’ha fatto?
«Semplice. Ho chiesto gli estremi del telefonista, il suo codice, e ho segnalato tutto all’autorità di controllo».
Dov’era l’inghippo?
«Potevo comunque continuare a usare internet esattamente come prima. La possibilità di avere un impianto più potente non mi impediva di lavorare come avevo fatto sino a quel momento».
Parrebbe una galleria degli orrori più che degli errori. È immaginabile che tanti casi non siano una regola?
«Se avessimo le prove a sufficienza, da poter esibire davanti ai giudici, ci andremmo subito. Certo che più di 400 casi su oltre mille trattati in un anno solo per vertenze telefoniche fanno pensare che c’è qualcosa che non va. Almeno a livello di leggi. Com’è possibile che sia il cliente a doversi sempre giustificare e dimostrare ciò che ha detto o non ha detto tre mesi prima al telefono? ».
Sempre?
«I contratti telefonici vengono registrati avvisando sempre prima il cliente. Ma lo spazio per gli equivoci, a voler essere generosi, sono sempre tanti».
Ci si può difendere?
«Il mio consiglio spassionato è quello di non accettare vendite al telefono. Come minimo serve leggere bene sui siti le condizioni contrattuali in caso di recesso. Sono sempre molto costose, spesso occorre restituire l’omaggio in tempi brevi e a indirizzi diversi da quelli del mittente. Se proprio si è interessati si può andare in un negozio e informarsi: i prezzi non cambiano».
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