Le mani dei Sarcone sulla ricostruzione di Abruzzo ed Emilia
Con la società Due Torri hanno incassato fondi nella Bassa Salvini plaude ai sequestri. Processo: Mancuso si difende
In principio fu la Sarcia, società che faceva parte del Sarcone Group, ma a seguire anche “Le Due Torri”, impresa edile appena sequestrata su disposizione della procura Antimafia, ha fatto affari nella Bassa per la ricostruzione post terremoto. L’azienda, formalmente intestata all’imprenditore casalese Raffaele Tovino, era già controllata da Carmine Sarcone prima ancora che l’acquistasse. Era infatti assunto come dipendente e nei vari sequestri sono stati trovati nella sua disponibilità tutta la documentazione e i timbri che certificano la disponibilità dell’azienda. Stando al sito della Regione, “Le Due Torri” ha effettuato interventi a Massa per 183mila euro, ma i rapporti tra Sarcone e Tovino affondano le radici fin dalla ricostruzione dell’Abruzzo quando la ’ndrangheta aveva tentato di fare affari.
Nel frattempo arrivano i complimenti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il maxi sequestro di beni ai Sarcone, tra cui anche la Edilpiù, società intestata a Pietro Ragazzo, arrestato dalla polizia con l'accusa di omicidio del socio Raffaele Cavaliere.
«Il sequestro effettuato dall'Arma dei Carabinieri la - commenta il ministro - testimonianza tangibile che lo Stato c’è e che la lotta alla criminalit un impegno costante. Sono davvero grato a queste donne e questi uomini che fanno con dedizione il proprio lavoro. Il mio impegno forte che i beni sequestrati ai mafiosi tornino alle collettività, ai cittadini onesti. Voglio che sappiano che il loro lavoro apprezzato e lo Stato impegnato con tutti i suoi uomini e i mezzi nella lotta alle mafie e alla criminalità».
Ieri si è anche celebrata un’udienza del processo Aemilia. Nel difendere in un’articolata arringa i suoi due assistiti d’origine cutrese – il 52enne di Ravarino Vincenzo Mancuso e il 46enne Pierino Vetere - entrambi in carcere ed accusati di associazione mafiosa oltre che di reati minori - l’avvocato difensore Pasqualino Miraglia si rivela molto pungente nel chiedere la doppia assoluzione a fronte di richieste di pena non indifferenti da parte dei pm (18 anni e mezzo per Mancuso e 9 anni e mezzo per Vetere). «È strana l’atmosfera che circonda questo processo penale, qualsiasi cosa accada di illecito al di fuori viene legata ad Aemilia e alla ’ndrangheta e noto uno spirito populista che spinge verso condanne esemplari, ma sono sicuro di avere a che fare con magistrati giudicanti onesti che non si faranno condizionare».
Il difensore polemizza anche con l’assessore regionale alla Legalità Massimo Mezzetti che di recente, intervenendo sul possibile annullamento delle udienze di Aemilia, si è chiesto provocatoriamente «dove finisce il diritto alla difesa e dove inizia la complicità». Dura la replica di Miraglia: «L’affermazione dell’assessore è falsa e grave, con due possibili scopi: intimidire gli avvocati e far pressione sui giudici. C’è la voglia di fare la storia di questa regione, ma il processo penale deve solo accertare i fatti».
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