Morto a Lubiana: è Davide Maran
Il 26enne che aveva studiato all’Università di Modena era scomparso in marzo: ritrovato in un fiume
Alla fine è arrivata la conferma, la notizia che nessuno voleva mai arrivasse: quel corpo recuperato il 19 giugno nei pressi di Lubiana è davvero quello di Davide Maran, lo studente 26enne di Cento scomparso a fine marzo mentre si trovava nella capitale slovena per motivi di studio. Il ragazzo, che stava frequentando un master in fitochimica, è stato visto per l’ultima volta la mattina del 25 marzo (era domenica) dopodiché più niente. Davide era conosciuto anche in città, a Modena, per aver frequentato la nostra università: «Un ragazzo molto curioso, bravo e brillante; non solo nello studio e nella sua attività di ricerca, ma anche nella vita e nelle relazioni» Così Stefania Benvenuti, insegnante al dipartimento di Scienze della Vita, all’università di Modena e Reggio.
Tra i due, docente e studente, anche una volta conseguita la laurea i contatti erano rimasti vivi perché Maran era impegnato in una serie di attività di ricerca che coinvolgevano anche la Benvenuti. «L’ultima volta che ci siamo sentiti - spiega la professoressa - è stato il 23 marzo, per il suo compleanno, e circa dieci giorni prima mi aveva inviato una serie di articoli scientifici e mi ha parlato di ciò che faceva in Slovenia. A Lubiana frequentava un centro di ricerca di magistrale e questo master in fitochimica lo stava portando avanti contestualmente al percorso di laurea magistrale che, dopo la triennale a Modena, ha intrapreso a Milano». Dopo la scomparsa e le tante ricerche, il 19 giugno il vigili del fuoco di Lubiana hanno ritrovato un corpo lungo il fiume Ljubljanica. Il cadavere era stato rinvenuto a Vevče, nella zona orientale della capitale. È quanto aveva reso noto la polizia di Lubiana, che aveva informato di essere stata impegnata insieme ai vigili del fuoco, ai sommozzatori e a una squadra di pescatori nelle operazioni di ricerca di Maran. La polizia aveva comunicato che prima di poter affermare con certezza quale fosse l’identità del cadavere doveva aspettare gli esiti dell’autopsia giudiziaria, per verificare anche se il corpo avesse subito violenze, e un’analisi del Dna. Poi ieri la triste conferma: è davvero di Davide Maran il corpo senza vita rinvenuto martedì scorso nel fiume. Lo ha reso noto ufficialmente un comunicato della polizia nella capitale slovena, nel quale si informa che l'autopsia disposta dal giudice ha confermato che non ci sono tracce di violenza sul corpo.
Il ventiseienne di Cento, del quale come detto si erano perse le tracce a fine marzo, si trovava a Lubiana per motivi di studio. In questi tre mesi erano giunte alcune segnalazioni da Treviso e dal Bellunese, ma senza il lieto fine. L'ipotesi che il ragazzo potesse essere finito in acqua (un video lo aveva ripreso poco prima della sparizione su un lungofiume) era una delle più attendibili per gli inquirenti, che non hanno mai smesso, quando il meteo lo permetteva, di cercare fra le acque di Ljubljanica e Sava.
Ed è stato proprio in una delle battute di ricerca nel fiume Ljubljianica, all'altezza di Vevc, che era stato trovato un corpo non immediatamente identificabile. Per questo il giudice aveva disposto l'autopsia, per dare un nome a quei resti. Sgomento anche a Modena dunque. «L’ultima volta che ci siamo visti era novembre - aveva ricordato la docente Stefania Benvenuti - Era venuto in laboratorio a Modena per delle ricerche. È un ragazzo con la testa sulle spalle che non ha mai fatto scelte “fuori dagli schemi”». L’ipotesi di una disgrazia resta quella più accreditata.
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