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Truffa milionaria allo Stato La mente finisce in carcere

Truffa milionaria allo Stato La mente finisce in carcere

Un 46enne di Carpi generava finti crediti d’imposta per saldare debiti altrui  Coinvolti più di 100 contribuenti in tutta Italia. Sequestrati conti e abitazioni

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Creava crediti d’imposta falsi, basati su operazioni inventate, che consentivano di azzerare debiti verso l’Erario anche di altri soggetti che affidavano a lui le proprie pratiche e architettando una frode per 3,5 milioni di euro.

L’autore del meccanismo è un 46enne proveniente da Corigliano Calabro e residente a Carpi, le cui iniziali sono B.G. M.. All’uomo, che ora si trova in carcere, sono riconducibili numerose società, tutte con sede nella nostra provincia, che risultano attive nel settore dei trasporti. Tramite il meccanismo dell’accollo del debito, B.G.M. proponeva ai contribuenti di saldare il proprio debito verso l’Erario, assumendosi l’onere di azzerare le pendenze. In cambio chiedeva il 30% dell’importo compensato. I soggetti beneficiari della frode, quindi, rimanevano i debitori principali - significa che se l’accollo non fosse andato a buon fine avrebbero dovuto pagare di propria tasca la somma dovuta allo Stato - ma contemporaneamente vedevano estinguersi il debito tramite il principio della compensazione attuato dal 46enne con finti crediti d’imposta. Il meccanismo che porta al credito fittizio può essere originato con fatture d’acquisto per operazioni inesistenti indicate nella dichiarazione dei redditi con il modello F24. O, in alternativa, esistono operazioni più sofisticate, che prevedono, ad esempio, l’acquisizione di un ramo d’azienda che presenta crediti d’imposta fittizi. Le operazioni possono poi essere iscritte nella contabilità dall’autore della frode, o essere indicate soltanto in sede di dichiarazione dei redditi.

Nel caso specifico, le indagini della Guardia di finanza di Cremona, coordinate dal sostituto procuratore di Modena Marco Imperato, hanno consentito di accertare il coinvolgimento di oltre 100 contribuenti che hanno beneficiato dei falsi crediti. I “clienti” del carpigiano si trovano in Emilia Romagna, Lombardia, Liguria, Campania e Calabria. Per 13 di questi è scattata la denuncia perché le compensazioni illecite hanno superato i 50mila euro all’anno. Sono state inoltre eseguite alcune perquisizioni in provincia in un’abitazione e nelle sedi delle società da cui partivano i falsi crediti. Le compensazioni erano attuate tramite l’inserimento da parte del 46enne per conto dei beneficiari di modelli di pagamento F24 nel sistema dell’anagrafe tributaria. Nelle dichiarazioni fiscali dei soggetti indagati non risultavano importi a debito perché questi erano compensati con crediti inesistenti generati dalle società riconducibili all’autore della frode.

Il Gip del Tribunale di Modena ha inoltre emesso un decreto di sequestro di numerosi conti bancari, quattro abitazioni e un capannone tra Modena e Ferrara per un valore totale di un milione. (s.a.)

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