Maranello. Neonato senza documento Vietato salire sul traghetto per la Sardegna
Negato l’imbarco per la Sardegna alla famiglia con il bimbo di un anno «Non ci era mai capitato, serviva la carta d’identità ma anche più buon senso»
MARANELLO. Già pregustavano una settimana di vacanza nel loro appartamento in Sardegna dopo un anno di lavoro, ma dovranno accontentarsi di appena quattro giorni visto che la partenza di sabato notte è stato obbligatoriamente rinviata a oggi. E tutto a causa dell’applicazione di una postilla del biglietto di viaggio che impone l’obbligo, per tutti i passeggeri del traghetto, di essere in possesso di un documento d’identità. Anche i bimbi di neppure un anno. La famiglia di Maranello si è quindi scontrata contro la rigorosa applicazione della clausola e nella notte ha dovuto invertire la marcia e tornare a casa. La rabbia è tanta, soprattutto per la sfacchinata doppia che il piccolo ha dovuto sopportare con oltre quattro ore di auto in un giorno.
«E per fortuna che mio marito - racconta la nonna - è andato ad informarsi ancora prima di mettersi in fila per l’imbarco. Avevamo prenotato il viaggio notturno con Moby Lines in partenza da Livorno alle 23.50 e diretta ad Olbia. Si era scelto un orario così particolare per permettere a mia figlia di non avere problemi sul lavoro. Ma al di là delle nostre scelte, ciò che ci ha stupito è stata la rigidità della ragazza a cui ci siamo rivolti. Il bimbo era con la sua mamma e abbiamo presentato anche tutta la documentazione in nostro possesso, compreso il codice fiscale del mio nipotino. Ma ci è stato spiegato, e in effetti noi non lo sapevamo, che ognuno deve avere un documento d’identità. Ci hanno anche proposto di cambiare il biglietto con la partenza domenicale senza considerare che non esiste alcun ufficio comunale aperto di domenica. E così siamo dovuti tornare, nostro malgrado, a Maranello nel cuore della notte, costringendo il bimbo ad un altro viaggio pesante. Domani (oggi per chi legge, ndr) andremo all’ufficio Anagrafe del Comune per provare a sbrigare subito la pratica e tentare di imbarcarci di nuovo a Livorno».
La vacanza sarà più corta del previsto, ma quanto accaduto sabato sera può essere di insegnamento a tanti altri neo-genitori. «Beh, la rabbia è tanta per la mancata flessibilità applicata - ammette la nonna - Serviva soltanto un po’ di buonsenso anche perché in dieci anni che ci imbarchiamo per la Sardegna è capitato più volte di non dover neppure consegnare i documenti, mentre gli addetti si limitavano a chiedere i biglietti. Certo, la clausola era scritta sulle condizioni di vendita, c’è poco da fare, ma credo sia importante informare tutti i genitori della necessità di munirsi di una carta d’identità...».(fd)
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