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Modena, tempio, prostitute anche alla mattina

di Stefano Totaro
Modena, tempio, prostitute anche alla mattina

Dalle sei alle dieci presenze alla luce del giorno così come ogni sera. Tanti incontri dietro alla siepe che separa il parcheggio

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MODENA. Più di prima. Nella cosiddetta zona Tempio nonostante i controlli, i passaggi di divise, le retate, le chiusure di luoghi di ritrovo a rischio, gli affari di strada, ovvero prostituzione e droga, continuano a tutto spiano. Un mercato che non chiude mai e che mette in bella mostra le sue eccellenze, come fosse una sfida verso lo sforzo di chi amministra, verso le forze dell’ordine che intervengono, verso chi risiede e si ritrova a condividere disagi e degrado. Un esempio sono le prostitute. Qui il problema è annoso, è noto a tutti, viene combattuto, viene segnalato in modo che posa essere affrontato in modo efficace. Ciononostante l’altra mattina, un sabato qualunque, già verso le dieci e poco più c’erano già almeno sei prostitute in attesa di clienti. E con il passare del tempo, nel primo pomeriggio si era già al gran completo. Alcune maghrebine, alcune rumene, alcune albanesi. «Nell'ultima recente retata - spiegano alcuni residenti - hanno portato via le due prostitute storiche che stavano all’inizio di viale Caduti in Guerra. La sera dopo c’erano già delle sostitute. Anche di giorno la situazione è limite perché vediamo che all'inizio del Tempio, in Natale Bruni, la cabina telefonica, la classica postazione serale dove si radunano le prostitute è occupata anche di giorno». E poi ci sono le laterali, ci sono le storiche prostitute maghrebine che vivono e accolgono clienti nei loro appartamenti in viale Crispi: scendono di casa, vanno sotto al portico, attendono i clienti e poi risalgono in casa.

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Nel frattempo c’è una certezza: la siepe, il naturale separé tra la rotonda e la piazzetta di Natale Bruni, dove parcheggiano le auto, come abbiamo già raccontato è diventato un luogo di incontri sicuri e protetti. La siepe da una parte e le auto dall’altra nascondono gli incontri a pagamento, una situazione comoda tant’è che è stata messa pura una sedia per facilitare chi vi lavora. I residenti lamentano queste presenze sia di giorno che di notte, così come ormai sono “abituati” al fatto che, per quanto riguarda lo spaccio di droga, si vada ad ondate essendo la zona del tempio una del triangolo dello spaccio, un giro continuo che va dal parco XXII Aprile a viale Crispi, stazione dei treni e zona Tempio, siano ad allargarsi al Novi Sad. Intanto torna alla ribalta la situazione di disagio in via Bonasi, dove da tempo chi vi abita deve fare i conti con la presenza di un negozio etnico a gestione cinese e che è frequentato da africani. «Ogni giorno la ciclabile e il marciapiede - dicono - sono invasi dalle bici e ci sono capannelli mattina e sera. Confusione, disagi alla circolazione, alcolici bevuti in strada. Chi si lamenta viene aggredito a male parole».
 

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