Oggi si inagura la Cittadella della carità in via Vecchi
Apre le porte la Cittadella della Carità, opera simbolo della diocesi la cui prima pietra fu benedetta da papa Francesco. Stamattina alle 11 sarà infatti inaugurata e intitolata ai coniugi Odoardo e...
Apre le porte la Cittadella della Carità, opera simbolo della diocesi la cui prima pietra fu benedetta da papa Francesco. Stamattina alle 11 sarà infatti inaugurata e intitolata ai coniugi Odoardo e Maria Focherini, nel corso di una cerimonia alla presenza del vescovo Francesco Cavina e di quanti hanno contribuito al concretizzarsi della struttura.
Al pianterreno sono presenti gli uffici della Caritas diocesana e dell’associazione Camilla Pio, mentre il piano superiore ospiterà una struttura di prima accoglienza per padri separati in difficoltà. Non poteva, poi, mancare un luogo dedicato alla preghiera: la cappella con il piccolo altare in cui è murata la “prima pietra” benedetta, insieme ad altre tre per altrettanti nuovi edifici diocesani, da papa Francesco al termine della Santa Messa in piazza Martiri il 2 aprile 2017. Si tratta di un frammento proveniente dalla chiesa dell’Immacolata Concezione di Qaraqosh nella piana di Ninive in Iraq - devastata dalla violenza dell’Isis -, quale segno di comunione voluto da monsignor Cavina. La Cittadella della Carità sorge su di un’area di proprietà della diocesi - via Orazio Vecchi, angolo via Mozart - in un quartiere alla periferia di tre parrocchie, San Francesco, San Nicolò e Corpus Domini, dove avrebbe dovuto costituirsi una nuova parrocchia. L’edificio è stato progettato dall’architetto Federica Gozzi e dall’ingegner Marco Soglia ed è stato realizzato dall’impresa Bottoli Costruzioni di Mantova. Il costo ammonta a circa 600mila euro, finanziati dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite i fondi dell’8xmille, e dalla Fondazione Crc.
Per la Caritas diocesana la Cittadella della Carità rappresenta non solo l’ambiente funzionale, nuovo punto di riferimento per le attività di progettualità e di coordinamento portate avanti a livello diocesano, ma anche un’ulteriore tappa in quel cammino di apertura all’accoglienza e all’ospitalità che già da alcuni anni, seguendo le indicazioni del vescovo Cavina, si sta mettendo in atto. «La struttura per padri separati in difficoltà - spiega l’équipe della Caritas - nasce all’interno di un’urgenza più ampia, quella di venire incontro all’emergenza abitativa che riguarda gli uomini. Su questo fronte si è già provveduto, in parte, tramite la creazione di un dormitorio maschile con tre posti letto presso la casa di ospitalità in via Curta Santa Chiara. Ora ci si apre alla realtà specifica dei padri separati che si trovano in stato di bisogno, mettendo loro a disposizione, presso la Cittadella, quattro camere, per un totale di sei posti letto. Due di queste sono dotate di un secondo letto per accogliere i figli affidati ai papà». Oltre alle camere e ai servizi igienici, è presente, inoltre, nella struttura una zona comune con cucina e soggiorno. É un “farsi carico” che si traduce, dunque, in opere concrete.
Paolo Seghedoni
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