Dopo Paladino al Mata? Un concorso come a Londra
Archiviato il celebre Cavallo dopo tre anni, arriva la proposta degli studiosi Philippe Daverio e Leonardo Piccinini: «Così si può animare uno spazio d’arte»
Si può forse superare in modo intelligente la “perdita” nella piazzetta della ex Manifattura del “Cavallo di Modena” venduto dal gallerista Mazzoli all’imprenditore ceramico di Fiorano Claudio Lucchese. Attraverso un concorso che ogni due anni individui un’opera d’arte che possa essere posizionata dove per quasi tre anni c’è stato il cavallo in bronzo che tante polemiche ha creato. La proposta la lanciano il noto antropologo dell’arte Philippe Daverio e l’esperto modenese Leonardo Piccinini ed è mutuata da quanto da anni si fa a Londra per “abbellire” Trafalgar Square. Daverio spiega che «quella del quarto plinto di Londra è un ottimo esempio per quanto riguarda l’arte pubblica, in generale penso che l’arte pubblica nelle piazza, a Modena come altrove, debba essere posizionata e utilizzata tenendo ovviamente conto la qualità della realizzazione». Continuano Piccinini e Daverio per quanto riguarda Modena: «Nella piazza principale della città inglese, dove si affacciano la National Gallery e la colonna dell'ammiraglio Nelson fin dal 1998 c’è il “Fourth plinth”, il quarto plinto. Si tratta di uno spazio che era tradizionalmente vuoto della piazza e si è iniziato a utilizzarlo per ospitare, in questo caso ogni dodici mesi, l’esposizione di opere d’arte. Se ne occupa la Royal Society of Arts e il concorso è gestito dalla “Fourth Plinth Commission”.
«L’idea di Piccinini mira a superare l’impasse relativa a questa opera d’arte appositamente realizzata dal maestro della Transavanguardia Mimmo Paladino, artista dai molti legami modenesi. Paladino - continua Piccinini - è un artista importante per l’Italia, ormai un classico, ma certo si può andare oltre e individuare altri artisti giovani o affermati».
Lo storico dell’arte mette però in guardia: «Ovviamente, ma valeva anche per il Cavallo, non bisogna credere che una piazza come quella della Manifattura si animi solo per la presenza dell’arte. Qui serve un bar, serve vita vista anche la vicinanza con l’ostello Filippo Neri. Le piazze muoiono senza la presenza umana e se ci fosse la produzione di opere d’arte pubblico si potrebbe anche realizzare la relativa esposizione al vicinissimo Mata. Si può anche coinvolgere la Cassa depositi e prestiti, proprietario dell’ex Manifattura praticamente vuota. Non comprendo neppure perché in queste aree così belle, in un punto privo di residenti tra l’altro, non si posizioni anche il cinema all’aperto che richiama altro pubblico». Insomma Piccinini invoca “fantasia”, per ora occorrerà vedere se e come l’amministrazione comunale gestirà questa vicenda. Finora, purtroppo, le cose non sono andate bene e lo sfogo sulla Gazzetta del gallerista Emilio Mazzoli è lì a testimoniarlo. Qualcuno ricorderà che Mazzoli, proprietario del Cavallo oggi venduto alla ceramica Florim di Lucchese - da inizio agosto abbellirà la sede centrale di Fiorano della nota azienda ceramica - ha concesso numerose proroghe gratuite. Vero è che il gallerista non ha mai deciso di donare l’opera, nata per la mostra del 2015 “Manichino della storia” alla comunità. Ma è vero anche che Mazzoli ha sempre detto di volere solo il costo “vivo” dei materiali. Nella vicenda però il Comune non ha mai preso una decisione e, anzi, con una scelta poco comprensibile, nei giorni scorsi ha pure sostenuto una raccolta fondi per il Cavallo ben sapendo che il Paladino era già stato venduto alla Florim.
In città gli esperti d’arte non mancano, così come le istituzioni culturali ed economiche: si riuscirà dunque a usare la “sconfitta” sul Paladino in una vittoria evitando così che piazzetta delle Paltadore resti vuota? Già il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza aveva parlato - ma un progetto ancora manca - nei giorni scorsi di individuare altri lavori che potessero sostituire l’ormai famosissimo cavallo bronzeo. Gli artisti non mancano e si può dunque “sognare” in grande pensando che a Londra il primo a esporre in piazza fu Marc Quinn: la sua scultura raffigurante una ragazza focomelica fece grande scandalo e fece discutere tutto il mondo.
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