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La comunità islamica dona sangue all’Avis

La comunità islamica dona sangue all’Avis

Serramazzoni. Giornata di raccolta speciale alla sede di via Belvedere a chiusura del Ramadan

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SERRAMAZZONI. Donare il sangue è solidarietà senza confini che può fare anche da ponte tra culture diverse. È in quest’ottica che si è svolta domenica mattina a Serra, dalle 8 alle 11.30, una giornata di raccolta speciale, che ha visto arrivare nella sede Avis di viale Belvedere anche molti appartenenti alla comunità islamica locale, legati all’associazione Pace e Fratellanza. A chiusura del Ramadan, hanno dato un contributo notevole alla causa: delle 14 donazioni della giornata molte sono state loro, ma soprattutto da loro sono venuti 15 nuovi “candidati” alla donazione (uomini e donne, di tutte le età) che hanno fatto visita medica, elettrocardiogramma e prelievo test.

Se gli esami andranno bene, rappresenteranno un importantissimo apporto per l'Avis locale, che ha lavorato a pieno ritmo nell’occasione: oltre al presidente Pierluigi Piumi e al direttore sanitario Claudia Bazzani, c’erano per lo staff Francesco Piumi, Alessia Galli, Filippo Iseppi, Luciana Orlandi, la dottoressa Barbara Pifferi più Essadia e Samira Jarmouni, madre e figlia marocchine che fanno già parte del direttivo. A chiusura della mattinata, la comunità islamica ha voluto offrire anche un piccolo ristoro a base di the verde e dolci della propria tradizione, molto apprezzati.

«Oltre ad essere un dovere civile e religioso quello di aiutare il prossimo - sottolinea Khalid Ait Ouchouad, presidente di Pace e Fratellanza, nata nel 2004 e bene integrata sul territorio - per noi il gesto ha rappresentato anche un segno di partecipazione alla vita e ai bisogni della comunità di Serra, da cittadini responsabili. Vorremmo interagire presto anche con altre associazioni, per conoscerci e dare il nostro contributo, partendo dai giovani».

«È stata una giornata eccezionale - sottolinea il presidente Avis Piumi - in cui le due associazioni hanno dato vita a un ponte di solidarietà significativo, ancor più oggi in un momento in cui ci sono da abbattere tanti muri fatti di indifferenza e paura». (d.m.)

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