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Macchine per ceramica: nel 2017 crescita del 10,3%

di Eleonora Alboresi
Macchine per ceramica: nel 2017 crescita del 10,3%

Fatturato di 2,2 miliardi di euro per l’86% costituito da tecnologie per piastrelle Risultati record sul mercato interno ma grazie agli incentivi fiscali di Industria 4.0 

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Si è tenuta nella sede di Villa Marchetti a Baggiovara la tradizionale conferenza stampa di Acimac con i dati del 2017, alla vigilia dell’Assemblea Generale Annuale.

Per l’Associazione Costruttori Italiani di Macchine e Attrezzature per Ceramica il 2017 ha segnato un altro anno record, con un fatturato di 2,237 miliardi di euro, pari ad un incremento del +10.3 per cento rispetto all’anno precedente.

Di pari passo, sono aumentati del 10% anche gli addetti, con oltre 7mila impiegati specializzati divisi nelle 148 aziende associate. Le buone notizie, però, non si fermano qui: nonostante le esportazioni generino il 74 per cento delle vendite totali, è il mercato interno, infatti, che ha raggiunto le performance migliori, con un +20.6 per cento, che rappresenta oltre 580 milioni di euro di incremento.

Crescita che, però, potrebbe non durare nel tempo, in quanto dovuta per larga parte agli incentivi fiscali previsti dal piano dell’Industria 4.0, al termine quest’anno. Sul fronte export, dove non esistono incentivi, invece, la speranza è quella di continuare a crescere. L’Unione Europea si conferma al primo posto nelle aree di esportazione, con un 26% del fatturato totale e un incremento del +26.2 per cento rispetto al 2016. Al secondo e terzo posto, invece, si collocano il Sud-Est Asiatico, nonostante la sempre crescente competitività dei produttori cinesi, con un 16.5 per cento del fatturato complessivo, e il Medio Oriente, con un 13.9 per cento dell’export globale. In tema di settori clienti la situazione resta stabile rispetto a quella precedente.

Al primo posto si posizionano infatti ancora una volta i produttori di macchine per piastrelle, che contribuiscono per l’86 per cento del fatturato totale e che hanno totalizzato, nel 2017, quasi 2 miliardi di euro, registrando un +13.2 per cento.

Al secondo posto si piazzano invece i produttori i macchine per laterizi, nonostante i segni visibili di sofferenza dovuti alla crisi dell’edilizia: il 2017 si è chiuso con un’ulteriore contrazione del -18.1 per cento ed entrate pari a circa 125 milioni di euro. Terzo e quarto posto, infine, per le macchine per sanitari e quelle per refrattari, con, rispettivamente, 115.4 e 40.1 milioni di euro. Tante buone notizie, quindi, su tutti i fronti, ma, secondo il presidente Pietro Sassi e il direttore generale Paolo Gambuli, è necessario fare previsioni con cautela.

«Si tratta – ha dichiarato Sassi – del quinto anno di crescita costante, che conferma la capacità delle nostre aziende di cavalcare il dinamismo altalenante dei mercati mondiali con un presidio puntuale ed innovazioni costanti. L’inevitabile stabilizzazione degli investimenti in Italia e i primi segni di rallentamento in alcuni mercati mondiali ci portano a prevedere un mantenimento del nostro giro d’affari per il 2018, ma è presto per parlare».

L’attesa più grande, adesso, per quanto riguarda l’Italia, è vedere come si comporterà il governo appena insediato nella materia che riguarda industria e incentivi.

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