Porta a porta, è polemica E il Consiglio si spacca
Vignola. La maggioranza boccia le proposte della minoranza sulla raccolta rifiuti Il Pd: «La Lega si contraddice». Smeraldi: «Si appropriano di una mia consulenza»
VIGNOLA. Il tema dei rifiuti è il più caldo tra Spilamberto, dove è partito il porta a porta, e Vignola, che si appresta a passare al nuovo metodo di raccolta a luglio. Gli abbandoni proseguono con frequenza preoccupante, e dunque nel Comune capoluogo dell’Unione ci si interroga su come prevenire situazioni di degrado che già oggi si presentano. Se ne è parlato nell’ultimo Consiglio.
«Mi rammarico - spiega il consigliere Pd Niccolò Pesci - per la posizione assunta dalla maggioranza sulla proposta avanzata dal Pd di prendere in considerazione alcune soluzioni e strumenti per rendere maggiormente flessibile il porta a porta. Le nostre proposte sarebbero state utili per mettere in sicurezza tutto il sistema. È un peccato questo atteggiamento da parte della Giunta, che non intende raccogliere le proposte e i suggerimenti che provengono anche dalle minoranze». Gli fa eco Paola Covili: «Sono stupita e amareggiata dal comportamento della maggioranza, che utilizza toni da campagna elettorale. Un atteggiamento che alla fine porta anche a contraddizioni tra gli stessi membri della maggioranza, con due consiglieri che attaccano pesantemente Hera, dipingendola come una società di cui non fidarsi, che impone le sue scelte alle amministrazioni, e il vicesindaco costretto a correre ai ripari, rassicurando tutto il Consiglio che in realtà il progetto del “porta a porta” è stato costruito dal basso».
Entra nello specifico Mauro Smeraldi: «Chiediamo al vicesindaco: quali sono i costi del progetto? E quanto pagheranno i cittadini? Il 2.97% di aumento comprende anche i costi del porta a porta? O sono possibili aumenti ulteriori? Se così fosse sarebbero evidenziati a consuntivo? E come farebbe il Comune a riscuoterli visto che la Tari per il 2018 è già stata calcolata e che nel 2019 i pagamenti andranno effettuati a Hera? Sulle consulenze vicesindaco e sindaco non sono in sintonia. Il primo sostiene di averne una, il secondo che “Il tempo delle consulenze, magari ad amici di amici, appartiene alla vecchia politica”. L’analisi di congruità di cui parla il vicesindaco fu commissionata dalla nostra amministrazione e adesso diventa invece la consulenza della nuova amministrazione. Inoltre c’è una crisi di identità. Il vicesindaco, salvo utilizzare, almeno a parole, i nostri studi di congruità, dichiara che del porta a porta “in Unione se ne parla da oltre due anni e Smeraldi da presidente e sindaco non ha mosso un dito quando poteva decidere”, e invece il sindaco dice che “Smeraldi fu il primo in Unione a decidere per il porta a porta, senza interpellare i cittadini”. Chi, tra i due, ha ragione?».
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