Gazzetta di Modena

Modena

Caroselli turchi per Erdogan

L’altra sera un centinaio di persone in auto per festeggiare la vittoria elettorale

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Chi si fosse imbattuto in un chiassoso carosello di una trentina di macchine dalle quali sventolavano delle bandiere rosse con sopra una mezzaluna, nella serata di domenica scorsa, non ha assistito a un moto di giubilo legato ai mondiali di calcio ma ai festeggiamenti della comunità turca di Modena per la vittoria elettorale di Recep Tayyip Erdogan, rieletto presidente della Repubblica turca per un secondo mandato. “Allah e Erdogan ci proteggono”, esultavano i militanti turchi di Modena che in 130 si sono ritrovati intorno alle 21 davanti alla Coop Canaletto per poi sgommare strombazzando verso i viali della città.

Nel territorio modenese abitano circa 2500 cittadini di origine anatoliche, per lo più provenienti dalla zona centrale di Corum; in Italia invece sono circa 35mila in totale. In città, a due passi dalla stazione dei treni in via Munari, sorge una delle quattro moschee di Modena la “Ulu Camii”, la “Grande moschea”. In città è la più importante associazione culturale e religiosa turca. E' anche affiliata al “Diyanet”, il dipartimento degli affari religiosi, direttamente controllato dal governo di Ankara. Quest'istituto dello Stato turco rincorre una diaspora che conta, solo in Europa, oltre tre milioni di elettori e coordina una rete di circa 2000 moschee sparse per il mondo fornendo loro personale e materiale religioso e didattico

Nella “Grande moschea” non si è mai fatto mistero della vicinanza all'Akp, il partito di ispirazione islamica guidato da Erdogan che ha sedi e rappresentanti in tutti i paesi della diaspora.

Per spiegare il loro paese, i turchi di Modena ribaltano l'idea di laicità. Ozgur Ozcan, portavoce della comunità turca modenese chiarisce:«Per noi turchi, l'identità nazionale è inscindibile dal sentimento religioso. E in Turchia, prima dell'avvento di Erdogan, portare il velo islamico nello spazio pubblico era vietato: secondo noi, lui è un vero democratico perché ha introdotto la libertà religiosa e il diritto di manifestarla ovunque».

Durante la festa, come si vede anche nelle foto, i militanti di Erdogan fanno il segno delle “Quattro dita” della Fratellanza musulmana egiziana, la nave madre dell'islamismo politico internazionale e di cui l'Akp è da sempre affiliato.

Jose Gasparini

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