«Porta a porta modificato e migliorato»
Vignola. Il vicesindaco Pasini: «In questi anni cali nella differenziata. Pd e Smeraldi solo polemici»
VIGNOLA. Alle critiche mosse dal Partito Democratico sul “porta a porta” (il Pd si è visto bocciare in consiglio comunale una mozione che chiedeva l'ampliamento degli orari di apertura dell'isola ecologica e l'attivazione di una “eco station”) replica il vice sindaco e assessore all'ambiente, Angelo Pasini. «Il Pd – rileva Pasini - sembra essersi pentito di aver detto sì al porta a porta "integrale" per la raccolta dei rifiuti a Vignola. Siamo in fase di avvio e noto una discreta propensione a cavalcare la protesta nel momento critico del passaggio a questa nuova modalità. La verità, è che manca al Pd il coraggio delle proprie scelte. Quando il progetto fu approvato in sede di Unione nel 2016, nessuno si preoccupò di averne prima valutato gli effetti sulla popolazione. La nostra Amministrazione, al contrario, ha introdotto molti servizi aggiuntivi rispetto al progetto iniziale 2016, proprio perché siamo consapevoli delle difficoltà cui andranno incontro i cittadini. Ad esempio, saranno piazzati dei cassonetti per il ritiro dell'umido in casi di emergenza presso il Centro di Raccolta, l'isola ecologica per intenderci. Così come sono stati inseriti, rispetto al progetto iniziale, i ritiri delle potature e degli sfalci a domicilio se di quantitativi importanti, mentre le piccole quantità di sfalci possono essere conferite assieme all'organico. Ancora, sono stati previsti il servizio di ritiro a domicilio di pannolini e pannoloni, così come la consegna di compostiere a chi ha un prato abbastanza grande da poterla gestire. Tutte iniziative, queste, non contemplate nel progetto del porta a porta del 2016…».
«Nel silenzio di una politica disattenta, Vignola in questi anni ha perso punti nella percentuale della differenziata, con costi in aumento ogni anno che sono poi stati pagati da tutti i cittadini per incenerire dei rifiuti anzichè recuperali. Entro il 2020 dobbiamo arrivare al 79% di differenziata e introdurre la tariffazione puntuale, obiettivi che sono raggiungibili solo con un sistema “spinto” come il porta a porta. Sappiamo anche che si potranno verificare delle emergenze nel conferire determinate tipologie di rifiuti. Ecco perché abbiamo detto no ad un impegno ad installare una eco-station come propone oggi il Pd, che poi si tratta di una baracca con dentro fino a 6 cassonetti, molto piccoli, che può arrivare a costare anche 120.000 euro. Ci sono altri sistemi. Piuttosto – conclude Pasini - siamo disponibili a prendere in considerazione l'ipotesi di prevedere una batteria di cassonetti chiusi e accessibili con tessera, molto più capienti e che costano meno di un decimo rispetto alla più scarsa delle eco-station».
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