Gazzetta di Modena

Modena

«Questa Croce Blu è una scuola di vita per capire il mondo»

Laura Solieri

Sara Guerra, 29 anni, alterna il lavoro all’Ert con l’impegno tra i giovani che effettuano soccorso e trasporti per i malati

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MODENA. «Ho sempre vissuto il volontariato come un momento di restituzione: ogni attività mi ha infatti permesso di constatare quanto sia fortunata. È per me importantissimo restituire una piccola parte di questa fortuna a chi sta vivendo un momento di debolezza o di fragilità. E in particolare ho scelto la Croce Blu: da quando sono entrata ho ricevuto davvero molto da questa associazione, mi sembra quindi il minimo poter restituire qualcosa».

Sara Guerra, 29 anni, di Modena, ha studiato a Bologna Scienze della Comunicazione e dopo lo stage in Ert ha iniziato il suo viaggio come addetta stampa per il teatro dove lavora da sette anni. «Seguo il teatro fin da bambina, lavorare dietro le quinte è per me un sogno che si realizza - dice - Ho sempre subito il fascino della frenesia della prima, dell'odore del velluto e del legno, del silenzio della sala vuota, prima che entri il pubblico».

«Al momento - continua - mi divido fra il teatro, la passione per gli origami, la lettura, il trekking, la cucina e una buona dose di attività sportiva per eliminare lo stress. Il volontariato ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita; fin da adolescente mi sono confrontata con realtà e attività molto diverse fra loro. Centri estivi per bambini immigrati, laboratori di riciclo con pazienti psichiatrici, letture ai bambini in ospedale e negli ambulatori pediatrici, fino ad approdare alla grande famiglia di Croce Blu lo scorso novembre».

«Il mondo di Croce Blu mi ha sempre incuriosito. Ogni volta che mi è capitato per caso di incrociare un volontario in azione mi sono sempre ripetuta "l'anno prossimo faccio il corso". Poi è arrivato il ragazzo di una mia carissima amica, anche lui volontario da parecchi anni in Croce Blu. Mi ha portato il piano delle lezioni del corso di formazione che sarebbe partito a breve e lì tutto ha avuto inizio. Fin da subito ho avvertito forte l'entusiasmo, l'affetto e la passione che legano i volontari alla propria attività, all'associazione e ai pazienti trasportati».

In Croce Blu Sara si occupa del trasporto di persone che non sono in grado di muoversi in autonomia: i pazienti vengono accompagnati a fare visite mediche programmate, dialisi, dimissioni...

«Ricordo con piacere uno dei primi turni, quando ero ancora in affiancamento – dice ancora Sara - Abbiamo preso in carico la dimissione di un signore di 90 anni. A un certo punto del viaggio abbiamo notato che qualcosa non andava, il signore sembrava scosso, un pò pensieroso forse. Alla nostra domanda se andasse tutto bene, tutto timido ha risposto che dopo tanti giorni di ricovero era emozionato all'idea di tornare a casa da sua moglie. Ci ha raccontato di essersi sposato molto giovane e di aver passato l'intera vita con la sua metà. Mi è venuto naturale chiedergli quale fosse il segreto di un matrimonio così lungo e soprattutto felice. “Semplice - ha risposto - e ha elencato tre punti: rispetto, fiducia e sincerità. In quel momento mi sono resa conto della semplicità ma allo stesso della potenza di tre questi principi».

L'attività di volontariato in Croce Blu non è quindi di solo trasporto, è un'attività densa di momenti di profonda umanità, di piccoli insegnamenti che arrivano da anziani, da persone inaspettate o che vivono un momento di difficoltà, sempre a ricordarci che chiunque è in grado di donare in qualsiasi momento, se sappiamo metterci in ascolto.

«Penso che il volontariato - conclude Sara - sia in grado di insegnare a tutti la bellezza della gratuità, dell'empatia e l'importanza del ruolo di ogni singola persona».

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