Sagre e feste, sicurezza sofferta
Nella commissione provinciale solo le manifestazioni più grandi
Quanti altri casi ci sono come quello della polisportiva di S. Damaso in cui vigili del fuoco e polizia municipale sono dovuti intervenire perchè non sono state rispettate le norme della circolare Gabrielli?
Dopo gli incidenti di Torino della scorsa estate, quando centinaia di persone rimasero ferite dalla calca in piazza e dai cocci di bottiglia per un falso allarme, ecco che anche a Modena chi organizza feste e sagre si accorge che deve rispettare norme, alcune già datate, per quello che riguarda feste, incontri pubblici e spettacoli sotto le stelle.
Fiamme libere per le cucine, servizi igienici, ambulanze in caso di malori, vie di fuga e sicurezza: quattro requisiti indispensabili che molto spesso sono state lasciate sul tavolo delle buone intenzioni, tra concessioni in deroga e dimenticanze tempestivamente puntuali.
Ma ora è sempre più difficile ignorarle.
Quello che è accaduto sabato sera a S. Damaso, con la festa dello “street food” bloccata prima dell’inizio della serata più importante per inosservanza delle norme sul pubblico spettacolo, è solo la punta dell’iceberg. Tutta la provincia pullula di feste e festicciole utilizzate a piene mani per finanziare attività di ogni tipo.
Di fatto a Modena, soprattutto d’estate e in Appennino, le manifestazioni sono centinaia, ma solo quelle maggiori finiscono nel campo radar delle autorità. L’universo di feste e raduni con alpini, gruppi sportivi, appassionati di montagna, di escursioni o di pellegrinaggi, rientra ufficialmente nelle manifestazioni con un massimo di 200 persone presenti contemporaneamente nell’area della festa e quindi sono, di fatto, autogestite. Per queste feste di dimensioni minori basta un’autocertificazione controfirmata da un tecnico autorizzato, con mappa dell’impiantistica e delle vie di esodo, e il Comune dà il disco verde.
«Sino a oggi però - avverte un tecnico del settore - ci sono ancora parecchi paesi della nostra provincia che non hanno istituito una commissione locale per il pubblico spettacolo». Tradotto in pratica significa che la Commissione provinciale che analizza i progetti di sicurezza delle manifestazioni, e che si riunisce periodicamente in Prefettura, esamina le carte che arrivano. Quando un Comune, o gli organizzatori, non spediscono nulla se la cavano con il parere dell’Ufficio Tecnico e la firma del sindaco: di fatto la Commissione provinciale non ne sa nulla.
E anche se cinque anni fa esplose un furgone a Guastalla (tre morti e 11 feriti gravi), proprio per effetto di una bombola della cucina che preparava cibo da strada, le circolari ministeriali e prefettizie che sono arrivate da allora in poi vengono sempre viste con sufficienza.(s.c.)
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