Imprenditore vittima di ricatto «Ho versato 50mila euro»
Estorsione nei confronti di un 47enne per più di un anno. Tutto iniziò sul web I carabinieri arrestano un tunisino di 22 anni. Somma pagata con 64 transazioni
«Sono stato adescato su Messenger dove mi è stato chiesto se volevo acquistare un televisore al plasma a un prezzo che mi sembrava conveniente: tv che avrei piazzato forse a casa. Poi sono finito in un vortice da cui non riuscivo più a uscire. Conosco di vista la persona che mi ha chiesto tutto quel denaro. Conosco lui e i suoi fratelli. Ora è finita, ma non so se sono uscito veramente dall’incubo: è gente che non lavora, che campa con i reati, caso mai vantandosi pure di essere stato in cella. Siamo noi vittime ad avere paura». E di paura ne ha ancora l’imprenditore di 47 anni, L. S., sposato con figli - finito al centro di un caso risolto dai carabinieri di Carpi - mentre controlla le attività del conosciuto e frequentato impianto sportivo di Soliera che gestisce. L.S. dal maggio 2017 era vittima di estorsione da parte di un tunisino di 22 anni, anch’egli di Soliera. che gli è costata 50mila euro in 64 transazioni, e ora teme per il proprio lavoro.
«Ho aspettato a denunciare perché speravo che questo vortice finisse. Ma è finito solo con i carabinieri» aggiunge l’imprenditore. «Bonificavo su carta PostePay i soldi che mi chiedeva questo soggetto, che per la maggior parte del tempo ha agito dalla Tunisia, salvo rientrare per le elezioni del marzo scorso con la scusa del voto in Italia. Il televisore, naturalmente, non l’ho mai visto e forse non è mai esistito». Dalla proposta di acquisto alle minacce il passo è breve.
Il tunisino, che ha precedenti per contrabbando, furto, ricettazione e stupefacenti. Le minacce subiscono un’escalation e si riferiscono all’incolumità dei familiari. Fino a un’immagine, inviata dal tunisino a L. S., in cui il malvivente è ritratto con una pistola sul volto, per rammentare all’imprenditore cosa sarebbe potuto succedergli rifiutando di pagare. Il 47enne dapprima ha pagato con due bonifici di 500 euro, successivamente il 22enne temendo che le ripetute richieste non fossero più “convincenti” ha architettato modalità diverse. Fingendo di porsi come intermediario per un marocchino che necessitava di 5mila euro per il funerale della madre, ad esempio. E andava sotto casa della vittima e presso i luoghi che frequentava, continuando a inviare nel frattempo messaggi inquietanti riferiti a familiari. I militari hanno incastrato il 22enne attraverso una finta consegna di 800 euro per le 13.30 di martedì nei pressi del Cup: il tunisino è stato così arrestato in flagranza per estorsione aggravata e continuata. I carabinieri gli hanno trovato in tasca le 16 banconote da 50 euro. Ora è in carcere. Sul caso indaga la procura. I militari hanno trovato riscontri bancari, telematici e telefonici e cartacei. In tutto sono stati sequestrati: due telefonini, tre conti con i 50mila euro che, per la parte non spesa potrebbero essere recuperati. —
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