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il racconto 

L’accoglienza ai primi bianchi del villaggio

Il viaggio di Gias, Emanuela e Raffaele verso il Bangladesh è partito dall’aeroporto di Bologna, passando per Istanbul (Turchia) e Dacca (Bangladesh) fino all’arrivo a Brahmanbaria, il distretto del...

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Il viaggio di Gias, Emanuela e Raffaele verso il Bangladesh è partito dall’aeroporto di Bologna, passando per Istanbul (Turchia) e Dacca (Bangladesh) fino all’arrivo a Brahmanbaria, il distretto del villaggio di Nowapara dove Gias è tornato dopo tre anni e mezzo. Gias ha ritrovato la sua famiglia con la quale era sempre rimasto in contatto. Papà Babul, nella foto a sinistra, è con Emanuela e la mucca Italia, nome piuttosto evocativo, che la famiglia italiana di Gias ha regalato ai suoi genitori naturali. La mucca è sinonimo di prosperità e ricchezza, avere un animale significa poter avere un futuro in un piccolo villaggio che si ritaglia tra le risaie. Un gesto di accoglienza che è sempre stato ricambiato durante il soggiorno di Emanuela e Raffaele, e il fiore Shapla (qui a fianco), che cresce nelle risaie, ne è un simbolo. Emanuela è stata omaggiata di una tunica sgargiante (foto in alto a destra) e le due famiglie si sono di fatto unite in comunione per due settimane, dove l’unica cosa importante era far sentire a casa questi due ragazzi europei, i primi bianchi arrivati nel villaggio di Nowapara. Sotto la foto simbolo dell’accoglienza e del legame tra le due famiglie e a destra Raffaele accanto ad un risciò.

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