L’Ordine del Nocino festeggia i quarant’anni dalla fondazione
L’associazione celebra l’evento con la pubblicazione di un libro e anche un film Il presidente Vania Franceschelli: «Ci saranno interviste e ricette speciali»
SPILAMBERTO
Questo è un anno di festeggiamenti per l’Ordine del Nocino Modenese, l’associazione fondata a Spilamberto nel 1978 da un gruppo di donne con lo scopo di promuovere, tutelare e tramandare la tradizione della produzione famigliare del nocino, giunta al quarantesimo compleanno.
UN LIBRO E UN FILM
Con circa un centinaio di soci ma anche con “migliaia di amici” come spiega Vania Franceschelli, presidente dell’Ordine, questo sarà un anno di grandi iniziative, in cui «usciranno anche un libro e un film: per il film dobbiamo finire di mettere assieme tutte le immagini e fare qualche intervista, mentre per il libro ho già raccolto diverse ricette di come il nocino viene impiegato in cucina - continua Francescehlli -. Ho ad esempio conosciuto dei barman che fanno cocktail al nocino, oppure può essere utilizzato nei risotti, nei secondi, oltre che ovviamente nei dolci».
IL PALIO
I festeggiamenti hanno avuto inizio lo scorso aprile, con il Palio di San Valentino, anch’esso giunto alla quarantesima edizione, e la proclamazione del miglior nocino famigliare tradizionale tra ben 1014 campioni provenienti dall’Italia e dal mondo, per un totale di 7369 assaggi. Durante la fiera di San Giovanni, terminata domenica, l’Ordine ha aperto le porte al pubblico e organizzato assaggi e mini-corsi su come si fa il nocino all’interno del suggestivo Torrione della città, sede anche dei regolari corsi ed attività svolte durante l’anno, per poi offrire alla cittadinanza un concerto con l’Orchestra di Fiati dell’Issm “Vecchi-Tonelli” di Modena e Carpi nella serata di martedì. Le note che si sono propagate da un’illuminata Rocca Rangoni per tutto il centro storico, che era invaso dalla fiera di San Giovanni.
il liquore delle “streghe”
Un notte speciale, in cui la tradizione vuole che vengano raccolte le noci ancora acerbe e bagnate dalla rugiada, panacea di tutti i mali. La notte che cade tra il 23 ed il 24 di giugno, subito dopo il solstizio d’estate, è infatti una notte carica di magia e misticismo, la notte delle streghe, il cui liquore favorito pare fosse proprio il nocino. Non è infatti un caso il fatto che si dica che tutte le “donne del nocino” siano streghe, per quanto “buone”: il nocino nella tradizione contadina è sempre stato associato alla rezdora, donna che si occupava della gestione della casa e che si occupava della produzione di questo prodotto, tanto da portare ancora oggi una netta prevalenza femminile negli incarichi di responsabilità all’interno dell’Ordine, inserito nell’anno europeo del Patrimonio culturale del Club Unesco di Modena in occasione del quarantennale. —
AGATA PATANÈ ARMENIA
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