Memo, il Comune fa quadrato «Le esigenze sono cambiate»
L’assessore all’istruzione Cavazza: «Le scuole hanno un’autonomia diversa A sostituire il personale penseremo con attenzione al momento opportuno»
Memo, da progetto d’avanguardia e spina nel fianco del Comune di Modena. Tempi duri, di petizioni, di interrogazioni (oggi in Consiglio Comunale), di slogan al grido di “Salvate Memo”, di sindacati sul piede di guerra per mancate sostituzioni di personale che va in pensione e nuova mission di Memo. Ieri l’assessore all’istruzione Gianpietro Cavazza ha deciso di spiegare.
Ai sindacati il Comune già ieri ha risposto in modo molto secco: quattro pensionamenti e nessuna sostituzione. Giusto?
«Assolutamente no».
Si intende chiaramente dalla nota del Comune.
«Le persone che vanno in pensione vengono sostituite rispettando vincoli e modalità previste dalla legge. Attualmente al Memo ci sono diciassette unità, come lo scorso anno e quello precedente. Negli ultimi tre anni il personale dell’ente è sceso del 10 per cento, l’organico di Memo è rimasto invariato. Rispetto ai pensionamenti, ad agosto entra un istruttore direttivo che si aggiunge al coordinatore pedagogico già in servizio da novembre. Alle sostituzioni del personale che andrà in pensione nei prossimi mesi, penseremo al momento opportuno, come si fa negli altri settori dell’ente riservando a Memo un’attenzione particolare».
Dicono che volete indebolire Memo.
«Il problema sembra, semmai, essere che le sostituzioni seguono la logica di inserire figure maggiormente qualificate, cioè con profili di categoria superiore, perché riteniamo che sia necessario rafforzare la funzione di coordinamento, progettazione e integrazione in capo a Memo. Già negli indirizzi di Governo del Comune 2014-2019 è esplicitata l’intenzione di valorizzare il Centro rilanciandone il ruolo propulsivo nell’elaborazione e sperimentazione pedagogica e didattica».
Quattordici anni fa Memo era nato per soddisfare alcuni bisogni educativi: cosa cambia oggi? Qual è la nuova missione di Memo?
«La missione di Memo - sostegno dell’autonomia scolastica e al sistema educativo 0/18 - sostanzialmente non cambia, ma rispetto a 14 anni fa molto è cambiato. Sono cambiate innanzitutto le esigenze delle scuole che hanno sempre più autonomia con finanziamenti su singoli progetti».
Alcuni esempi?
«La legge 107 individua il Polo formativo d’ambito per la formazione dei docenti, a Modena si tratta delle Ferraris (Comprensivo 4) con cui il Memo ha già in essere una convenzione. Anche in altri ambiti sono in corso accordi, con il San Filippo Neri per quanto riguarda l’orientamento scolastico e l’alternanza scuola lavoro. E la recente convenzione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi per un progetto di ricerca sulla didattica innovativa, senza dimenticare che stiamo anche pianificando il coinvolgimento di Memo nella progettualità del Sant’Agostino».
Memo è sempre stato anche un punto di riferimento sulla disabilità: continuerà ad esserlo?
«Certo. Al sostegno dei ragazzi disabili dedichiamo risorse importanti (circa 6 milioni di euro all’anno) e Memo continuerà ad essere punto di riferimento per la disabilità offrendo formazione e documentazione, oltre che supporto a percorsi innovativi come SIAMO, progetto europeo che ci vede in partenariato con l’università». —
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