Enel Green Power cede al Fondo F2i impianto a biomassa dell’ex zuccherificio
L’accordo rientra in un’operazione da 335 milioni di euro per cinque strutture italiane che producono energia
L’impianto a biomassa di Finale, sorto dove in precedenza c’era l’importante zuccherificio della zona, è stato ceduto dal Gruppo Enel al Fondo F2i Sgr. L’accordo rientra nell’ambito di un accordo molto più ampio che riguarda l’intero portafoglio di impianti di produzione di energia elettrica a biomassa in Italia: sono cinque gli impianti di proprietà di Enel Produzione e Enel Green Power che cambiano proprietà per un controvalore di circa 335 milioni di euro e per una potenza installata complessiva netta pari a circa 108 megawatt.
La cessione riguarda gli impianti in esercizio di Mercure e Finale, il 50% di Powercrop (la joint venture paritetica Enel - Maccaferri che detiene gli impianti in costruzione di Russi e Macchiareddu in Romagna e in Sardegna) e il progetto per la costruzione dell’impianto in fase di autorizzazione di Casei Gerola, in Lombardia. Il perfezionamento dell’operazione è subordinato al nulla osta dell’Autorità Antitrust .
La società nuova proprietaria dell’impianto, che si trova nella area di Massa Finalese, è stata costituita nel 2007: il Fondo F2i Sgr è guidato dall'ottobre 2014 dall'amministratore delegato Renato Ravanelli mentre il presidente è Massimiliano Cesare.
«Con questa operazione - fa sapere il Fondo - F2i diviene uno dei principali operatori europei nella produzione di energia elettrica da biomasse vegetali e rafforza la propria presenza nel settore delle energie rinnovabili dove ha già un ruolo di leadership nella produzione da fonte eolica e solare. L’operazione si colloca nell’ambito della strategia di filiera di F2i nel settore delle energie rinnovabili da biomassa vegetale, già avviata nel 2017 con l’acquisizione di San Marco Bioenergie, società che gestisce a Bando d’Argenta (Ferrara) una centrale di produzione di energia elettrica della potenza di 21 MW elettrici».
Enel Green Power aveva avviato nel 2016 l’impianto a biomassa vegetale di Massa Finalese nell'area dell'ex zuccherificio, un progetto che ha previsto la riconversione all'uso energetico di circa 5.000 ettari di terreno, in precedenza adibiti alla coltivazione di barbabietola. Una riconversione caratterizzata da polemiche politiche e da un esposto presentato dalle minoranze in Comune alla Procura di Modena per segnalare fatti relativi all'iter autorizzativo e presunte incongruenze amministrative, sia a livello comunale che provinciale. Polemiche anche per le emissioni e per la forzatura riguardante il suolo agricolo a produrre non cibo ma biomasse da bruciare, in prevalenza sorgo. Le vicende dell’impianto finalese sono state tormentate anche da ripetuti incendi delle biomasse e dalle proteste per i possibili danni alla salute dei residenti. —
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