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Nessuna esternalizzazione per il centro educativo Memo

Nessuna esternalizzazione per il centro educativo Memo

Il caso è arrivato proprio ieri in consiglio comunale Grazia Baracchi (Pd) ha chiesto che l’organico non cali dopo i pensionamenti

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«Non si è mai pensato a una gestione non diretta del Memo, né di esternalizzare un servizio che è invece parte integrante del Comune, che sostiene lo sviluppo educativo dei suoi cittadini da zero a diciotto anni. E non è intenzione dell’amministrazione ridurre il personale del Multicentro educativo, che è invece interessato da una riorganizzazione, che passa anche attraverso l’inserimento di figure qualificate di categorie superiori, finalizzata a valorizzare il servizio a sostegno all’autonomia scolastica, in relazione delle mutate esigenze delle scuole». A garantire che il Comune continuerà a investire sul centro educativo di viale Barozzi è stato l’assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza, che ieri sul nostro giornale aveva anticipato la posizione del Comune rispondendo alle perplessità di Elisabetta Scardozzi (M5S) sul futuro della struttura. Parole apprezzate da Domenico Campana, consigliere del gruppo Mdp-Per me, che ha però fatto notare che «il Memo, che non è essenziale per il sistema scolastico ed educativo, ma è comunque importante, è stato trascurato», mentre per lo stesso gruppo, Marco Cugusi ha ricordato che «i cambiamenti possono essere positivi e negativi, ma noi dobbiamo tendere al positivo, rafforzare e non indebolire».

Anche Grazia Baracchi del Pd è intervenuta sulla questione: «Il multicentro educativo Memo rappresenta una eccellenza per la nostra città: negli anni, chi vi ha lavorato ha contribuito a costruire politiche educative e formative di indubbia qualità e sempre all’avanguardia. L'esperienza maturata non va dispersa e per questo si valuta positivamente le affermazioni dell'assessore che chiariscono che l'Amministrazione comunale non ha mai avuto intenzione di depotenziare o esternalizzare i servizi di Meno che sono e rimangono struttura interna del Comune. E questo significa che le persone che andranno in pensione dovranno essere sostituite con personale che vanti non solo competenze, ma una similare capacità di intercettare con lungimiranza i nuovi bisogni educativi». —

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