Piace anche al Comune l’idea di un concorso per sostituire il Cavallo
«Ogni proposta è ben accetta - spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza - occorre che da artisti, gallerie, operatori privati, giungano al Comune progetti ben definiti,...
«Ogni proposta è ben accetta - spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza - occorre che da artisti, gallerie, operatori privati, giungano al Comune progetti ben definiti, suggestivi e capaci di sostenibilità economica».
Piace dunque al Comune l’idea, nata da una intervista all’antropologo dell’arte Philippe Daverio e all’esperto modenese Leonardo Piccinini, di sostituire il cavallo di Mimmo Paladino all’ex Manifattura con un concorso in stile Travalgar square di Londra. I primi di agosto, infatti, il nuovo proprietario Claudio Lucchese ritirerà la scultura dell’autore della Transavanguardia e piazzetta delle Paltadore resterà vuota. L’idea di Daverio e Piccinini è quella di “copiare” da Oltremanica il cosiddetto “quarto plinto” ossia il concorso che ogni anno permette di posizionare un’opera d’arte contemporanea in piazza. Fatte le debite proporzioni, pensano Daverio e Piccinini, si potrebbe farlo anche sotto la Ghirlandina andando così oltre la (malgestita) vicenda di Paladino. Spiega l’assessore Cavazza: «Suggerimenti e proposte che giungono dalla città e non solo, da gruppi di cittadini o singoli intellettuali, riferiti a progetti culturali o di altra natura per Modena, sono bene accetti dall’amministrazione. E non costituisce un ostacolo il fatto che qualcosa di buono sia stato realizzato da altri, se il modello è interessante e riproponibile. Il suggerimento di Philippe Daverio e Leonardo Piccinini, sull’esempio di Trafalgar Square a Londra, è indubbiamente suggestiva e va ad arricchire un ragionamento più complessivo che stiamo impostando sul tema. È vero che Modena ha dimostrato e sta dimostrando di riuscire in più settori a guadagnarsi l’attenzione dei media anche nazionali e non solo, ma siamo consapevoli che Modena non è Londra e la piazzetta delle Paltadore non è Trafalgar Square, tuttavia, la città è attenta a quello che succede nelle capitali della cultura e dell’economia. È indispensabile giungano al Comune progetti ben definiti così che il Comune possa metterli in atto studiando le migliori condizioni per consentire l’esposizione. Una ipotesi come quella proposta, che contiene anche un’idea di messa in relazione di quella piazza con il Mata oggi affidato a Fondazione Modena Arti Visive, richiede poi l’impegno di un comitato di esperti che si costituisca con patrocinio dell’Amministrazione, per definire nel dettaglio il quadro di un progetto attrattivo per chi vorrà fare proposte di opere da esporre». —
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