Gazzetta di Modena

Modena

welfare 

Portobello, cambiano le regole In 5 anni seguite 8000 persone

Portobello, cambiano le regole In 5 anni seguite 8000 persone

Salta il criterio relativo al reddito Irpef e rimane solo l’indicatore Isee per accedere al market della solidarietà. Barbari: «Così potremo accogliere più persone»

2 MINUTI DI LETTURA





Nell’ultimo anno 139 famiglie in più, dal 2013 ad oggi sono diventati 2254 i nuclei seguiti e supportati per un totale di 7899 persone.

A cinque anni dall’apertura di Portobello, vengono introdotte alcune modifiche parziali ai criteri di accesso che entreranno in vigore da domani.

COSA CAMBIA

Ecco le novità principali: il criterio relativo al reddito Irpef, che fino a questo momento doveva essere “non inferiore a 5.422 euro”, viene abolito. Si terrà conto solamente del valore Isee, che per poter accedere rimane uguale, ovvero non superiore a 10.000 euro. È stato inoltre aggiornato il criterio riguardante la disoccupazione - fino a questo momento riferito al 2011 ma ormai datato – in questo modo: “persone disoccupate, regolarmente iscritte al Centro per l'impiego, persone titolari di prestazioni di assicurazione sociale per l'impiego (Naspi, Asdi) o altri ammortizzatori sociali di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria”.

L’AUSPICIO

«Portobello rientra tra le progettualità sociali più innovative che la città di Modena ha realizzato negli ultimi anni - afferma Luca Barbari, presidente di Porta Aperta Modena ente gestore di Portobello - È un progetto di comunità, che vede impegnati volontari, associazioni, imprese e Comune di Modena in una azione che produce coesione sociale e contrasto alla povertà generando risorse positive e volontariato. I nuovi criteri di accesso semplificano da un lato le modalità di accesso, favorendo un allargamento della fascia di popolazione che può accedere al servizio, dall’altro introducono la possibilità per il terzo settore di gestire i secondi accessi. Quest’ultima decisione è la realizzazione di quanto sin dall’inizio la rete di associazioni che ha sviluppato il progetto intendeva realizzare. Dopo un primo periodo sperimentale, che oggi può dirsi concluso più che positivamente, oggi iniziamo ad introdurre una modalità di accesso ritenuta particolarmente utile per garantire la flessibilità e tempestività delle risposte. Si tratta, ancora una volta, di una prova del fatto che la coprogettazione tra ente pubblico e terzo settore produce frutti positivi per la collettività».

LA VISIONE

«In questi anni abbiamo constatato l’utilità e l’efficacia dell’Emporio Solidale, di cui Portobello è divenuto un modello da esportare anche in altri territori – afferma l’assessora a Welfare e Coesione del Comune di Modena Giuliana Urbelli - ma ci siamo resi conto anche dell’importanza di ascoltare le richieste delle famiglie per rispondere meglio ai loro bisogni. Da questa osservazione è scaturita la decisione di modificare i criteri di accesso a Portobello per renderlo maggiormente accessibile a tanti nuclei che appartengono a una cosiddetta fascia grigia, soprattutto a causa del perdurare della mancanza di occupazione, eliminando quindi completamente il criterio relativo al reddito irpef». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google