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la ricorrenza dell’ashura 

Gli sciiti sfilano in centro ma senza flagellarsi

CAMMA
Gli sciiti sfilano in centro ma senza flagellarsi

La lettera scritta dal sindaco Alberto Bellelli al questore per chiedere che l’usanza di battersi il petto, praticata dai partecipanti alla ricorrenza sciita dell’Ashura, diventi qualcosa di...

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La lettera scritta dal sindaco Alberto Bellelli al questore per chiedere che l’usanza di battersi il petto, praticata dai partecipanti alla ricorrenza sciita dell’Ashura, diventi qualcosa di simbolico per non urtare la sensibilità altrui ha raggiunto il suo obiettivo. La manifestazione si è svolta ieri e i partecipanti, diversamente dal passato, hanno compiuto un gesto più simile a un “mea culpa”.

Nessun pugno, perciò, che potesse dare connotazioni aggressive a una ricorrenza che, al contrario, rappresenta un modo per opporsi a qualsiasi conflitto. «Nel VII secolo, uno dei nostri Imam venne massacrato nel corso di una guerra crudele - spiega Bilal - battersi il petto rappresenta l’amore e la tristezza che proviamo per la sua sorte. Ringraziamo le autorità, le istituzioni, quanti hanno collaborato all’organizzazione di questa manifestazione: penso sia questo il vero significato di democrazia. Spiegheremo il nostro messaggio ai non musulmani (ci sono persone che hanno pregiudizi e non vogliono ascoltare) e, se anche una sola persona riuscirà a comprenderlo, sarà un successo». —

CAMMA

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