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interrogatorio di garanzia 

Delitto a Serramazzoni Ghennadi non risponde e resta in carcere

Daniele Montanari
Delitto a Serramazzoni Ghennadi non risponde e resta in carcere

Il gip respinge la richiesta della difesa di misure alternative «Il nipote della vittima potrebbe ancora fare del male»

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SERRAMAZZONI

Ghennadi Rizhok deve rimanere in carcere, perché potrebbe fare del male ancora. È quanto ha sentenziato ieri il gip Paola Losavio respingendo la richiesta di una custodia cautelare alternativa per il 26enne accusato dell’omicidio della nonna Anna Grishchenko (come lui di origini ucraine), trovata in un lago di sangue venerdì verso le 19 a Serra, nell’appartamento dove vivevano al secondo piano della palazzina al 576 di via XXIV Maggio.



È stato un interrogatorio di garanzia piuttosto breve (mezz’ora circa, finito alle 10.15), anzi un mancato interrogatorio in verità perché il giovane ha continuato a trincerarsi nel suo silenzio. Non una parola con il giudice né in precedenza con il suo avvocato d’ufficio, il mirandolese Andrea Venturini, per il quale in questa situazione è estremamente difficile elaborare una linea difensiva.



Proprio l'incapacità di comunicare col giovane ha spinto il legale a considerarlo di fatto ancora sotto choc, e quindi ad avanzare una richiesta di custodia cautelare alternativa rispetto al carcere di Sant'Anna: un luogo di cura sanitaria, in sostanza, indicato nello specifico nel centro specialistico di Baggiovara. Questo raccogliendo anche una prima indicazione emersa dal medico legale sabato nel primo interrogatorio (sempre muto però) del giovane davanti al pm Guerzoni. Del resto Ghennadi era già da tempo in cura presso il Centro di salute mentale di Pavullo, per curare il suo profondo disagio interiore. Ma il giudice ha detto no: in questo momento per il giovane non può esservi altra custodia che quella carceraria, perché è da considerarsi ancora socialmente pericoloso.



«Prendo atto della decisione – sottolinea Venturini – che conferma il carcere al netto di valutazioni sul suo stato psichico che possono essere fatte successivamente. Se il mandato legale mi verrà confermato dall’assistito, la mia intenzione sarebbe quella di chiedere presto un incidente probatorio per entrare nello specifico delle sue condizioni mentali. Questo anche in funzione di una linea difensiva che potrebbe fare leva sula sua incapacità di intendere e volere». —



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