Tutto esaurito tra i filari al chiaro di luna. Brillano il lambrusco e i cibi made in Modena
Una calda serata estiva passata sotto i filari, tra il fresco delle colline e mille luci ad illuminare il vigneto nel buio. Questo il panorama da sogno che hanno vissuto le 280 persone a Cà Berti
CASTELVETRO. Una calda serata estiva passata sotto i filari, tra il fresco delle colline e mille luci ad illuminare il vigneto nel buio. Questo il panorama da sogno che hanno vissuto le 280 persone che nel fine settimana hanno partecipato alla quinta edizione del “La vie en rosé”, pic nic organizzato dal Consorzio di Castelvetro in collaborazione con il Comune presso l’azienda agricola Cà Berti, a Levizzano Rangone.
Protagonisti della serata i vini rosati, che hanno accompagnato i partecipanti tra musica e chiacchiere in un percorso di degustazione assieme a ben dieci cantine locali. «È un format che piace tantissimo, perché le prenotazioni sono andate sold out in 24 ore – racconta Roberta Caiti, del Consorzio di Castelvetro - Le prime tre edizioni si sono svolte al castello di Levizzano, dall’anno scorso abbiamo cambiato ideando il pic-nic tra i filari: sono rappresentati tanti prodotti del territorio, quindi parmigiano, ciliegie, tortelloni, salumi. Ci sono molte coppie perché rimane sicuramente una situazione romantica, però quest’anno abbiamo anche avuto interi filari prenotati da gruppi giovani e meno giovani. È un pubblico molto vario e che viene anche da fuori dal territorio».
Una possibilità di promozione per le diverse realtà locali, che si ritrovano per far conoscere i propri prodotti al pubblico presente: «Noi abbiamo partecipato anche l’anno scorso ed abbiamo visto che veniva un sacco di gente, gente che dopo è tornata anche a trovarci in cantina – racconta Giorgia dell’azienda TerraQuilia - Penso che sia una manifestazione molto azzeccata anche nella sua formula, nel senso che il pic nic è una cosa che viene recepita bene dal pubblico, infatti tanti privati sono poi tornati in cantina a fare visite o degustazioni indipendentemente dalla manifestazione».
Punto di vista confermato da William, dell’azienda Cleto Chiarli, che spiega come «è un modo anche per far conoscere i prodotti del territorio: non è che ci siano dei grossissimi produttori, ma così hanno modo anche loro di far assaggiare le loro prelibatezze. In questo modo uno non sfoglia solo il giornale e vede il colore della bottiglia, ma vede il colore, sente il profumo ed assapora direttamente. È una cosa che dopo ti rimane e poi magari torni a prendere proprio quella bottiglia per una cena o per fare un regalo». Esperienza sicuramente vissuta molto bene anche dalla gente, come per Rosanna, Alessandro, Federica e Corrado che commentano: «È la prima volta che veniamo, ma non l’ultima. Il posto è una favola. È un connubio tra natura e degustazione».
Idea sottoscritta anche da Matthias, che racconta di essere venuto da Roma appositamente per l’evento: «Siamo venuti da Roma per vedere di che si tratta, dato che abbiamo sentito che è un bellissimo posto dove si assaggiano degli ottimi vini»; ma anche da Paola e Massimo, clienti abituali del luogo: «Noi veniamo abbastanza spesso. L’anno scorso non abbiamo partecipato al pic nic perché era già esaurito ma siamo, comunque, venuti alla degustazione. La cena è stata carina, i tortelloni molto buoni, il resto un po’ rustico ma tutto ben organizzato e location da cartolina...». —
AGATA PATANÈ ARMENIA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
