Il Golf Club a rischio chiusura. La Lega Nord attacca la Cmb
Interrogazione della consigliera Luigia Santoro sul declino della struttura: «Sarebbe intollerabile perdere a Colombaro un complesso di grande valore»
MODENA. Un campo da golf dal punto di vista tecnico tra i migliori d’Italia, gestito da un’associazione sportiva dilettantistica altrettanto virtuosa (parola della Federazione italiana) e attiva agonisticamente. Un campo frequentato da quasi novemila giocatori ogni anno dei quali un terzo stranieri, così come da grandi marchi da Maserati in giù, ma che potrebbe presto cadere in disgrazia. Il socio di maggioranza relativa, la coop carpigiana Cmb, avrebbe privato la società di riferimento dell’asset residenziale, facendo prefigurare un inquietante possibile declino. Pende anche un concordato, e comunque «risulta evidente dagli atti e dai propositi espressi la precisa intenzione di chiudere definitivamente la Modena Golf spa, liquidando a costi irrisori il diffuso azionariato».
È la Lega modenese a far approdare in Consiglio comunale (anche se la querelle non riguarda il territorio cittadino in senso stretto) il caso del Modena Golf & country club, attivo dal 1988 a Colombaro di Formigine e costruito proprio dalla coop carpigiana. Un’interrogazione con la quale la consigliera del Carroccio Luigia Santoro chiede al sindaco e presidente della provincia Muzzarelli di fare luce sulla situazione. Il capitale sociale della Golf club spa vale 12,9 milioni di euro, ed è suddiviso in 4.000 azioni detenute per l’80% da oltre mille soci, con una quota di maggioranza relativa di quasi il 20% nelle mani della stessa Cmb, direttamente o tramite le controllate. Nel suo atto ispettivo, la Lega segnala il prestigio dell’associazione sportiva, «tanto che la Federazione italiana golf la colloca al 12° posto per qualità complessiva tra gli oltre 400 impianti golfistici italiani»: i bilanci sono in ordine, le quote d’iscrizione sono rimaste congelate negli ultimi 10 anni, lavorano 40 dipendenti ma si registra anche un buon indotto alberghiero e di ristorazione.
Ebbene, in tutto questo un’incognita, secondo la consigliera Santoro, è targata proprio Cmb. La quale, si legge nell’interrogazione consiliare, «con improvvisa accelerazione e per finalità imperscrutabili, ha deciso di porre in liquidazione la società». Il liquidatore (ed ex presidente) della società ha convocato lo scorso 6 giugno un’assemblea straordinaria con all’ordine del giorno la «valutazione della convenienza della revoca della precedente deliberazione di autorizzazione all’accesso della procedura di concordato». E questo pur avendo già registrato la domanda di concordato il giorno precedente, il 5 giugno. Nell’interrogazione si legge anche di «un’inadempienza contrattuale di Cmb, non avendo costruito le terze nove buche previste dal progetto originale sulla base del quale aveva venduto le azioni della società». La consigliera Santoro chiede dunque uno scatto a Muzzarelli, al quale si sollecita un intervento per evitare una fine che, a giudicare dai toni dell’interrogazione, appare già scritta o quasi: la Lega domanda se sia «tollerabile per la città la perdita di un eccellente complesso di grandissimo valore, inteso sia come importante parte dell’offerta turistica e di marketing territoriale, sia come generatore di occupazione lavorativa e di sana attività economica, oltre che protagonista ad altissimo livello nazionale nel settore sportivo di appartenenza». —
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