Ecobloks chiusa sei mesi Arpae: «Aria nella norma»
Milioni di euro di danni alle presse: «Non molliamo, ripartiremo appena possibile» Il campionamento sugli inquinanti dà esiti negativi su formaldeide e ammoniaca
FINALE
Un danno milionario con almeno sette presse fuori uso e da sostituire, un mercato - quello dei cubetti di legno per i pallets - che andrà in sofferenza e soprattutto una quarantina di addetti destinati alla cassa integrazione per diversi mesi, cinque o sei quelli quantificati prima della ripartenza. Perché Ecobloks ha tutta l’intenzione di ripartire nonostante il devastante incendio di martedì pomeriggio, iniziato poco prima delle 18 e domato dai vigili del fuoco soltanto nella notte con l’impiego di oltre 35 uomini.
«Siamo cocciuti - spiega il proprietario Alberto Spallanzani - L’azienda stava andando molto bene, ho ricevuto diverse telefonate di produttori che attendono il nostro prodotto, c’è il rischio di trascinare il settore in una crisi. Al momento abbiamo un magazzino che può soddisfare richieste per una settimana. Di fatto producevamo per immettere i cubetti immediatamente sul mercato. Proveremo in ogni modo a ripartire nel più breve tempo possibile, ma la situazione è critica. Non abbiamo ancora potuto accedere al reparto interessato dall’incendio per fare una stima dei danni. Solo a quel punto potremo effettuare una stima e capire cosa ordinare, sempre a patto che i costruttori di presse abbiano gli impianti da fornirci. Senza scordare il resto, che è andato distrutto».
Arpae, l’agenzia che si occupa di effettuare il monitoraggio dell’aria, è arrivata in via Abbo Motto poco dopo le 21.30. Dai rilievi è tutto nella norma.
«Arpae Modena - si legge in una nota - attivata dai vigili del fuoco alle ore 19.30, ha seguito le procedure previste in questi casi di emergenza (allertando l’azienda Ausl e coinvolgendo la sala operativa di Arpae per verificare le condizioni meteo). I tecnici di Arpae hanno per prima cosa effettuato campionamenti degli inquinanti tipici della combustione (composti organici volatili, acido solfidrico e monossido di carbonio) nelle aree esterne di pertinenza aziendale, con strumentazione a lettura diretta. Queste misure non hanno evidenziato situazioni di criticità, tranne per un valore significativo di monossido di carbonio (8 ppm), rilevato per pochi istanti nell’area cortiliva sul lato su cui si affaccia il locale interessato dall’incendio. Va evidenziato che le condizioni meteo della serata (pioggia anche a carattere temporalesco) hanno favorito la dispersione del fumo verso l’alto: il fumo si alzava quindi in una colonna visibile a distanza, ma con ricadute molto limitate nelle immediate vicinanze dello stabilimento. Il vento ha favorito la ricaduta prevalente per lo più nelle aree agricole circostanti, non interessando direttamente gli abitati di Finale e Massa. Dopo questi primi rilievi sono stati individuati 4 punti rappresentativi delle ricadute nelle aree abitate più vicine (Finale e Massa), in cui effettuare monitoraggi di più lunga durata (24-48 ore) con campionatori passivi, per seguire l’evoluzione dell’incendio fino alla sua risoluzione. In tali postazioni sono stati effettuati anche campionamenti con fiale colorimetriche a lettura istantanea per la determinazione di formaldeide e ammoniaca, senza rilevarne la presenza a concentrazioni superiori ai limiti di rilevabilità strumentale». —
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