Gazzetta di Modena

Modena

LA CATENA DI RISTORAZIONE 

Dispensa Emilia cede il controllo della società a Investindustrial

Stefano Turcato
Dispensa Emilia cede il controllo della società a Investindustrial

Il Fondo di Bonomi acquista il 70% dell’azienda modenese che sarà ancora gestita dai tre fondatori e punterà all’estero

3 MINUTI DI LETTURA







Cedendo alla tentazione delle solite banalità si potrebbe affermare che il Fondo Investindustrial si mangia le tigelle modenesi ma è meglio dire che un’altra realtà produttiva vincente di Modena, la catena di ristorazione Dispensa Emilia, ha attirato le attenzioni dei grandi investitori ed è stata ceduta per il 70% al Fondo di Andrea Bonomi.

Cambia la proprietà, o meglio il controllo della maggioranza, ma l’azienda continuerà a essere gestita dai tre soci fondatori che l’hanno portata al successo e su questo punto il presidente e Ad Alfiero Fucelli, che manterrà le stesse cariche, è molto esplicito: «Abbiamo deciso di cedere la maggioranza - dice l’imprenditore 55enne di origine romana ma da 29 anni a Modena - perché all’inizio di quest’anno con i soci Beneventi e Fiorentini ci siamo guardati attorno per capire quale fosse la strada giusta per fare un salto di qualità. Ora posso dire che l’abbiamo trovata perché questa cessione è solo l’inizio di un percorso che deve portarci nei prossimi 18 mesi a consolidarci e ad aprire altri cinque ristoranti in Italia poi dal 2020 a puntare verso l’estero in Paesi come Francia, Germania, Svizzera. Saremo ancora noi a guidare l’azienda, anche se ora con mezzi più consistenti per investire e fare il salto prefissato».

Dispensa Emilia è stata fondata nel 2004 e ha subito puntato sul segmento della ristorazione “fast casual”, che cerca di mediare fra i vantaggi del fast food e quelli della ristorazione tradizionale. La catena modenese si è posta l’obiettivo di trovare una formula che consentisse di esportare la tradizione culinaria emiliana, in primo luogo con la tigella farcita, poi con le tagliatelle al ragù e altra pasta, il Lambrusco e le insalate, con servizio veloce e un buon rapporto qualità-prezzo.

«Abbiamo sempre scelto - spiega Fucelli - luoghi dove ci fosse il passaggio di tante persone, innanzitutto centri commerciali ma anche importanti arterie della viabilità». Scelte vincenti perché in nemmeno 14 anni i ristoranti sono diventati 10: tre a Modena, due nel Bolognese, poi a Reggio Emilia, Firenze, Arese, Verona e Bergamo presso il centro commerciale di Orio al Serio. I ricavi di un anno sono arrivati a quota 20 milioni di euro, i dipendenti ora sono 250.

I segreti della crescita costante li svela lo stesso Fucelli, anche perché non sono mancati i tentativi di altri imprenditori che hanno cercato di esportare la tigella fuori dai confini modenesi: «Il format è vincente perché si distingue nettamente dal chiosco monoprodotto, il cliente è soddisfatto perché trova qualità dei prodotti e rapidità del servizio. Poi ripeto che è decisiva anche la scelta del luogo dove si apre e questo ci ha sempre distinti. Nell’area di Orio al Serio c’è un’offerta con 38 punti di ristorazione: eppure il nostro format ha avuto successo nonostante la notevole concorrenza».

Fucelli racconta come si è arrivati alla scelta di Investindustrial per la cessione del 70% societario: «All’inizio dell’anno ci era giunta qualche segnalazione di interesse - racconta l’Ad - e a quel punto ci siamo rivolti a un advisor per valutare quale potesse essere il partner ideale. Ci sono arrivate offerte ben oltre le nostre aspettative: ne abbiamo ricevute otto, motivo di orgoglio, ma quello che ci interessava erano le prospettive, la visione industriale non di breve ma di lungo termine e Investindustrial di Bonomi si è decisamente rivelato l’interlocutore preferibile con una filosofia di sviluppo caratterizzata dalla cautela, come è sempre stato da quando siamo partiti. Il valore dell’operazione? È chiaro che la concorrenza ci ha consentito di ottenere una valutazione piena».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google