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il caso 

«I vaccini? Sono giusti Pensiamo alla comunità»

Francesco Cottafava
«I vaccini? Sono giusti Pensiamo alla comunità»

Ashling, la moglie di Ivan Zaytsev, reagisce il giorno dopo le offese sul web  «Mai capitato nulla di simile, ci hanno dato dei complottisti: siamo solo genitori»

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Il giorno dopo gli insulti piovuti addosso a Ivan Zaytsev, reo secondo i suoi detrattori di aver postato una foto sui social network in compagnia della figlioletta Sienna appena vaccinata, prende la parola Ashling Sirocchi, moglie del campione della nazionale. Ashling, mamma di Sienna e Alexander, da tutti chiamato Sasha, interviene per raccontare il loro punto di vista da genitori.



«Sicuramente non siamo naif, in questo periodo storico italiano sapevamo che un post del genere avrebbe creato del clamore e avrebbe suscitato delle discussioni. Però speravamo che nascesse un dibattito costruttivo, non una serie di insulti. Fondamentalmente la foto è nata perché la bimba durante il vaccino ha pianto tre secondi, poi ha ricominciato a sorridere come suo solito. Eravamo felici per lei. In più volevamo veicolare un messaggio alla comunità. Oltre a mia figlia, io non riesco a non pensare alla collettività: penso sempre agli altri bambini con cui i miei figli entrano in contatto, voglio proteggere lei ma voglio proteggere anche tutti gli altri».



Ecco il ragionamento, che nulla ha a che vedere con gli insulti piovuti da ovunque: «Eravamo felici prima - continua Ashling - e lo siamo ancor di più adesso di essere venuti a Modena, siamo orgogliosi di questa terra. Personalmente sono per la libertà, ma fa male quando viene presa di mira una bambina di sei mesi. Un personaggio pubblico secondo me deve anche veicolare con la sua notorietà delle tematiche a lui care, non può solo far vedere gli addominali...».



Insulti e minacce che sono arrivate via web, mentre nella vita reale lo Zar e la sua famiglia non hanno mai avuto alcun tipo di problema. «Io e Ivan siamo abbastanza social, anche se non al livello di Fedez e Chiara Ferragni. Abbiamo scelto di condividere la foto, ma non ci aspettavano insulti, premonizioni, offese razziali e di passare come complottisti. C'è gente che si chiedeva quale fosse la casa farmaceutica che sponsorizzavamo, altri che sostenevano l'esistenza di vaccini per vip e vaccini per comuni mortali. Dal vivo non ci è mai capitato nulla di simile, ma Ivan è una pertica di due metri e quattro centimetri e anche io non sono proprio piccolina, in faccia raramente si ha il coraggio di attaccare le persone».



Infine una precisazione rispetto alla voce che si era diffusa ieri sull’eliminazione di alcuni commenti: «Noi non abbiamo eliminato nessuno commento in realtà, credo che gli haters abbiano auto eliminato i loro commenti quando hanno visto che il tutto stava prendendo una piega inutile anche per loro. Si stavano tirando la classica zappa sui piedi».



Ieri anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli è intervenuto sul tema in Consiglio: «Dobbiamo stare attenti: ogni volta che ciascuno di noi esprime un'opinione, la libertà dice che ha il diritto di farlo. E quando le opinioni vengono uccise dall'uso delle nuove tecnologie, con linguaggi che diventano nuove pallottole, allora dobbiamo stare attenti, perchè il tempo si fa grigio». —



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