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L’asse tra sindaco e presidente della Fondazione Cassa di Risparmio non funziona più come una volta: c’è chi lavora per il ribaltone 

Muzzarelli e Cavicchioli divisi quasi su tutto e “schiavi” del Sant’Agostino

D.B.
Muzzarelli e Cavicchioli divisi quasi su tutto e “schiavi” del Sant’Agostino

DIETRO LE QUINTEDoveva essere un matrimonio duraturo e si è trasformato in un divorzio lampo. Quello tra il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio...

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DIETRO LE QUINTE

Doveva essere un matrimonio duraturo e si è trasformato in un divorzio lampo. Quello tra il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Paolo Cavicchioli è un rapporto burrascoso ormai da troppo tempo. E dire che era stato proprio Muzzarelli a scegliere Cavicchioli per il dopo-Landi. Con l’ex presidente della Fondazione, ancora uomo di peso della facoltà di Economia, si diceva che qualche contrasto c’era. Nulla in confronto a quello che poi si è rivelato essere il rapporto con Cavicchioli. Colpa, principalmente, del polo Sant’Agostino e di una condotta della Fondazione troppo autoreferenziale secondo Muzzarelli.

Non va dimenticato, infatti, che il sindaco aveva fatto firmare ai suoi candidati, Cavicchioli compreso, il patto di fedeltà. Muzzarelli non si è sentito ripagato e il rapporto è oggi incrinato.

Erano partiti insieme, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, e sembrava dovessero, insieme, stare al comando per molti anni. E invece oggi nessuno ha più questa certezza. Muzzarelli che deve ancora sciogliere le riserve sulla sua ricandidatura e Cavicchioli che, fosse per il sindaco, dovrebbe lasciare il posto a qualcun’altro e non bissare il suo mandato.

Negli anni, quello tra il Comune di Modena e la Fondazione Crmo è sempre stato un rapporto che avevano definito, in passato, al limite del “bancomat”: giunta Pighi in crisi a chiudere i bilanci ai tempi dei tagli romani e corsa contro il tempo per questo o l’altro progetto da farsi finanziare in Fondazione. Anche questo periodo, come tanti altri aspetti di un sistema che comincia a scricchiolare, è ormai in larga parte tramontato, il principio dei vasi comunicanti non funziona più.

L’indipendenza della Fondazione è il vero nocciolo della questione. Muzzarelli aveva cercato, scegliendo Cavicchioli, di rompere un po’ l’egemonia dell’università. Non c’è riuscito. Ci riproverà il prossimo sindaco scegliendo lo stesso o un altro presidente. Ad oggi sembra certo che, se Muzzarelli dovesse vincere le elezioni, sceglierebbe altre strade, perchè spetta al sindaco nominare quattro consiglieri di indirizzo e da tradizione è da quella rosa che esce il presidente. Cavicchioli lo sa, e si sta a suo modo blindando per provare a fare un altro mandato, anche senza l’appoggio incondizionato di Muzzarelli. Se invece dovessero essere i Cinquestelle, la Lega o Forza Italia a dare le carte e non il Pd, allora lo scenario sarebbe ben diverso. —

D.B.

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