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il sindaco fa il punto 

Nessuna certezza su tempi e modalità per l’apertura del Cpr

Nessuna certezza su tempi e modalità per l’apertura del Cpr

Tutto tace sull'asse Roma-Modena a proposito del Cpr, il discusso centro regionale per i rimpatri che sorgerà nella struttura del vecchio Cie.Dopo le lettere all'ex ministro Marco Minniti e al suo...

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Tutto tace sull'asse Roma-Modena a proposito del Cpr, il discusso centro regionale per i rimpatri che sorgerà nella struttura del vecchio Cie.

Dopo le lettere all'ex ministro Marco Minniti e al suo successore Matteo Salvini, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha pure invitato il titolare del Viminale in città, per sbrogliare la questione una volta per tutte, ma appunto nulla si muove. Muzzarelli lo ha ammesso ieri in consiglio comunale, rispondendo all'ennesima interrogazione di un Pd a sua volta senza informazioni da un po’: «Non abbiamo notizie ufficiali da Roma in amministrazione comunale, quello che sappiamo lo abbiamo preso dagli organi di stampa», dice il sindaco rimettendo in fila le condizioni di base per aprire la struttura (agenti dedicati, rispetto dei diritti umani, controlli degli enti locali). Prima l'annuncio in aprile della prefettura, poi quello di Salvini che promette '30 soldati' per far funzionare il Cpr: a questo si riferisce il sindaco quando parla dei resoconti dei giornali, ma dunque di ufficiale non c'è molto altro. Così, in consiglio viene rilanciata la lista dei paletti affinchè Modena ci stia, come ripete da mesi il sindaco: «I fenomeni migratori vanno governati, i flussi regolari riaperti, ma il Cpr non deve essere un carcere. Tantomeno un carcere militare. Ma il Cpr non è un carcere. Nel frattempo, considerando che il rimpatrio di centinaia di migliaia di persone non sarà nè semplice nè breve, impieghiamo piuttosto i migranti- rimarca Muzzarelli- in lavori di pubblica utilità».

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