Modena. S. Agostino, il progetto non passa l’esame
L’associazione degli “Amici” presenta un dossier: «Biblioteca in secondo piano e governance barocca: quanti errori»
MODENA. Dalla scarsa conoscenza del patrimonio culturale della città alla mancata valorizzazione della biblioteca Estense, dal ritardo del progetto a una governance “barocca”. Tante critiche - ma anche tanti consigli - raccolte in 22 pagine, nelle quali gli Amici del Sant’Agostino esprimono il loro parere sulla bozza del progetto culturale per il nuovo complesso.
Un documento che parte dalla situazione attuale, facendo notare che «il percorso del progetto per il polo Sant’Agostino si è attardato di molti mesi per dare luogo alla Conferenza dei Servizi. Durante questi mesi - si legge - il percorso partecipato è stato interrotto e attendiamo dunque la sua ripresa, ma dobbiamo constatare che non è ancora stato presentato un calendario delle prossime azioni e delle audizioni in vista. In particolare, non ci sono ancora stati segnali della volontà di coinvolgere le associazioni che avevano collaborato alle fasi precedenti».
Per quanto riguarda la bozza del progetto culturale, gli Amici fanno notare che «pur avendo sviluppato una maggiore ampiezza, il progetto non sembra avere compiuto i sostanziali passi in avanti che si sarebbero attesi, sulla strada della concretezza, rispetto al precedente documento del luglio 2017». Per quanto riguarda i contenuti della bozza, secondo l’associazione «il centro del progetto dovrebbe insediarsi nella conoscenza del patrimonio culturale complessivo della città, che qui manca, come manca il radicamento nella conoscenza della storia degli istituti e la consapevolezza dei servizi erogati. Ciò comporta anche clamorosi errori - continuano gli Amici - e un complessivo sbilanciamento verso la Modena ducale, sottostimando il diffuso civismo che ha sempre caratterizzato la città». Il documento diffuso dall’associazione si sofferma poi sulla questione biblioteca Estense, «messa in posizione subalterna dalla bozza di progetto. Così, quello che doveva essere il cuore e la motivazione principale del progetto Sant’Agostino, è “sepolto” nella miriade di interventi e attività proposte.
A questo declassamento - continua l’associazione - hanno contribuito la scissione in due blocchi del patrimonio e l’accorpamento della biblioteca Estense nelle Gallerie Estensi, immotivatamente lodati nel documento». Secondo gli Amici, dunque, «nel progetto originario di Gae Aulenti, inaccettabile come abbiamo avuto più vote occasione di affermare, almeno la biblioteca Estense era unita, interamente nel palazzo Sant’Agostino, con le sue diverse componenti strutturali». Tra le altre critichequella sulla governance del polo culturale, che per l’associazione è «decisamente barocca per la sua complessità, e di certo non faciliterà il decollo del S. Agostino». Il documento si chiude con alcuni suggerimenti: «È necessario riprendere il percorso partecipato, ripartire dall’analisi della storia degli istituti - concludono gli Amici - e riconsiderare la collocazione unitaria della biblioteca ». —
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