Una “spuntatina” al Pinone Al lavoro maxi gru di 36 metri
Continua il percorso per curare il cedro del Libano che compie 180 anni di vita Era stato danneggiato dalla neve del 2015. A primavera ottima germogliazione
PAVULLO
Nei suoi 180 anni di vita, il Pinone di Pavullo non si era mai visto arrivare un braccio di 36 metri per un ritocco di “acconciatura”.
È successo ieri mattina, per l’opera di micropotatura che gli arboricoltori “custodi” del maestoso cedro del Libano avevano annunciato ad aprile. Un intervento fondamentale per far fare all’albero monumentale simbolo del paese un altro passo avanti nel paziente percorso di recupero dal trauma del crollo per neve nel febbraio 2015 di un quasi metà chioma.
In campo sempre il team formato da Stefano Lorenzi, Vittorio Pagnoni e Davide Borghi, professionisti riconosciuti a livello europeo con la certificazione Etw (European Tree Worker), supportati a terra dall’apprendista Jacopo Fini. Con il maxi cestello sono andati da una quota di 10 a una di 30 metri per potare esclusivamente gli apici più esposti dei rami più lunghi. Una “spuntatina” alla chioma necessaria per ridurre la leva di sbilanciamento sul lato a valle, rispetto a quello a monte segnato dal crollo, e permettere di far fronte meglio alle sollecitazioni legate a vento e (d’inverno) neve. Un’operazione però anche molto delicata: «In un albero di questa massa legnosa ed età – ha spiegato Lorenzi – non bisogna togliere troppa superficie fotosintetica. Le potature vanno eseguite gradualmente, con un taglio al massimo di 50-80 centimetri delle parti esterne con diametro molto piccolo. In questo modo si crea gradatamente una forma più compatta e lo si aiuta a controbilanciare a poco a poco lo scompenso che ha avuto».
In passato gli esperti avevano già fatto delle piccole potature (sempre precedute da una “cura ricostituente” fatta di biostimolazione radicale), ma in tree-climbing, arrampicandosi su e dedicandosi a certi settori. Adesso il ritocco è stato generale nelle parti esterne della chioma con azioni precise rese possibili da un “braccione” meccanico espressamente voluto di questa portata: «Così – ha sottolineato Lorenzi – la macchina è rimasta molto lontana dalla pianta e il suo peso non ne ha danneggiato le radici». Ovviamente nell’occasione si è fatto anche il check-up generale: «La situazione vegetativa del Pinone è molto buona – ha confermato Lorenzi – ha dato una bella germogliata a primavera ed è verde in tutte le sue parti, anche quelle a monte dove ci sono i monconi». L’intervento è stato parzialmente sponsorizzato, il resto ce l’ha messo il Comune: «Continuiamo a riservare la massima attenzione al Pinone, che è uno dei simboli del paese – sottolinea il sindaco Luciano Biolchini – sia d’inverno per scrollarlo dalla neve che d’estate, quando si possono fare i più ampi interventi di cura». —
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