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Venom, la monoposto del futuro costruita nei box di Ingegneria di Modena

G.F.
Venom, la monoposto del futuro costruita nei box di Ingegneria di Modena

Sessanta futuri ingegneri ed economisti hanno realizzato M18-L, la monoposto con i colori di Modena presentata in Accademia

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MODENA. Sessanta studenti Unimore a scuola di Formula Uno. Sono futuri ingegneri ed economisti, uniti nel progetto del MoRe Modena Racing. Il frutto del loro lavoro ha una massa di 207 chili e un nome composto da lettere e numeri.

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Si chiama M18-L ed è la monoposto con i colori di Modena presentata ieri mattina in Accademia. Sul musetto i ragazzi hanno piazzato una decalcomania di Venom, avversario dell’Uomo Ragno. Una citazione cinematografica per avere il veleno (venom, appunto) in testa. In coda, invece, un alettone posteriore con un dispositivo per ridurre la resistenza aerodinamica o Drs.

È una sorta di ala mobile, introdotta in F1 nel 2011. Tra le soluzioni mutuate dalla Formula Uno il controllo di trazione, il launch control e la centralina per gestire le operazioni in collegamento con i box. I giovani intendono divertirsi e competere al massimo al Campionato internazionale di Formula Student.

La monoposto può raggiungere massimo i 125 chilometri orari, circa un terzo delle cugine maggiori di F1. Le seconde sono però vetture guidate da atleti professionisti, mentre la M18-L sarà condotta a turno da quattro aspiranti dottori. «Sarà un onore, ma anche un onere», ha riconosciuto Tommaso Menchini. Lo studente d’Ingegneria del veicolo è sia driver sia membro della divisione Dinamica, guidata da Saverio Sacchi e William Zanin. Il collega Giorgio Tosolini gestirà gestire l’area del Propulsore, mentre il referente per il raffreddamento della vettura è Samuele Cocco.

L’economista Elena Karavdic conduce il team legato al Business, le cui attività rientrano a pieno nel punteggio finale. L’intera squadra è diretta da Giacomo Giunchi. «Quest’anno vogliamo cogliere tante soddisfazioni - ha affermato il team leader - e proseguire con il nostro trend di crescita». Non è un caso che il modello di partenza scelto dai giovani sia la monoposto dello scorso anno, alleggerita di trenta chili per renderla ancora più performante. «Abbiamo innovato il telaio e predisposto un nuovo pacchetto aerodinamico», ha ripreso Giunchi. I termini sono quelli del mondo dei motori ad alto livello, a cui i giovani ambiscono «assolutamente», come spiegato dal team leader. «Interpretiamo le richieste dei ragazzi con lo stesso impegno che mettiamo in quelle per la Ferrari in Formula Uno», ha garantito Andrea Bozzoli, amministratore delegato di Hpe Coxa. L’azienda sostiene da tempo il progetto universitario. «Per raggiungere obiettivi maggiori bisognerebbe andare in galleria del vento», ha aggiunto Antonio Palazzo, rappresentante di Reflexallen, sponsor da quest’anno dell’iniziativa. I giovani assaggeranno mercoledì prossimo la pista dell’autodromo di Varano per poi far tappa a Zalaegerszeg (Ungheria) dal 18 al 22 luglio e visitare dal 21 al 26 agosto il Montmelò, circuito di F1 in Spagna, per la stagione 2018 di Formula Student. —

G.F.

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