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Carpi, scomparso a 78 anni don Bianchini, guida di San Francesco, sacerdote dal 1964

di Serena Arbizzi
Carpi, scomparso a 78 anni don Bianchini, guida di San Francesco, sacerdote dal 1964

Il parroco è stato stroncato da un improvviso malore, il dolore degli amici: «Era sempre disponibile ad aiutare»

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CARPI. Carpi è in lutto per la scomparsa di uno dei religiosi più amati della città. Ieri mattina, intorno a mezzogiorno, si è spento al Ramazzini a 78 anni, a causa di uno scompenso cardiocircolatorio, don Roberto Bianchini, per anni alla guida della parrocchia di San Francesco.

AUTOREVOLE E DOLCE

Nativo della frazione mirandolese di Mortizzuolo, ordinato sacerdote nel 1964, don Roberto aveva un carattere solo in apparenza burbero, in realtà ricco di una rara dolcezza. Don Bianchini aveva prestato servizio a Quartirolo nel periodo in cui si stava costruendo a sud ovest di Carpi la chiesa del Corpus Domini. Il religioso ricevette poi da monsignor Artemio Prati l’incarico di guidare la stessa parrocchia. Successivamente proseguì il ministero in San Francesco, dove attraversò anche il difficilissimo periodo del dopo terremoto.

L’IMPEGNO NEL DOPO TERREMOTO

Numerosi furono gli appelli di don Bianchini per richiamare l’attenzione sullo stato di forte bisogno della chiesa di San Francesco, una delle maggiori della città con un bacino di 5mila abitanti, ridotta a un’immensa distesa di calcinacci crollati dal soffitto nel cuore dell’edificio, con l’altare distrutto. Solamente un crocefisso aveva resistito eroicamente e guardava dall’alto della trave cui era appeso quello che rimaneva della chiesa di San Francesco. Il volto di questo luogo di culto è stato sfregiato dal sisma del 29 pur essendo rimasto indenne da quello di nove giorni prima.

«Stavo dicendo messa alle 9, mentre davo la benedizione la mano non mi rispondeva più, si muoveva da sola - raccontò alla Gazzetta don Roberto ricordando quei terribili momenti - Ho sentito un boato e il pavimento si muoveva. Un calcinaccio mi è caduto sul leggio rovesciandolo e spaccando il microfono. Con la decina di fedeli presenti in quel momento ci siamo rifugiati sotto l’architrave. Per fortuna, però, la fetta maggiore delle macerie è precipitata dopo, alle 13, quando in chiesa non c’era nessuno». Il don rassegnò le dimissioni da San Francesco nel 2015. In seguito divenne amministratore parrocchiale a Sant’Antonio in Mercadello.

IL RICORDO

Numerosi amici ricordano il carattere fermo ma amorevole di don Roberto. Tra questi Adamo Neri, già alla guida di Confindustria e fino al 2017 presidente del comitato della festa del patrono. «Era un grande amico, sempre disponibile ad aiutare chi aveva bisogno - sottolinea Neri - A lui si rivolgevano tanti che cercavano lavoro e si cercava di trovare insieme una soluzione. Per la festa del patrono, inoltre, è stato un punto di riferimento». Il funerale, curato da Salvioli, si terrà martedì alle 10 dall’abitazione di via Caduti del Lavoro 10 verso la parrocchia di Mortizzuolo, dove, alle 10.30, il vescovo Francesco Cavina terrà la messa . —



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