I modenesi al Pride «Diritti, strada in salita»
C’erano anche alcune centinaia di modenesi ieri a Bologna per partecipare al “Pride”, la festa-protesta per i diritti Lgbt; un incontro comprensivo di marcia che, dopo un concentramento ai Giardini...
C’erano anche alcune centinaia di modenesi ieri a Bologna per partecipare al “Pride”, la festa-protesta per i diritti Lgbt; un incontro comprensivo di marcia che, dopo un concentramento ai Giardini Margherita, ha attraversato il centro della città passando anche sotto alle due torri simbolo della città felsinea. I modenesi sono partiti sia con mezzi propri, sia insieme all'associazione che li ha aspettati alla stazione dei treni, dopo aver già organizzato un ritrovo nei giorni precedenti per creare cartelloni e prepararsi all'esperienza.
«Dopo il successo negli ultimi anni di vari Pride tenuti in città di medie dimensioni come la nostra Modena, è stato provato il valore di portare il Pride e i suoi principi di rivendicazione di diritti e di libertà di essere anche in queste città, per questo riteniamo che i tempi siano maturi per Modena» spiega il presidente dell'Arcigay di Modena Francesco Donini «Questi valori necessitano di essere celebrati, e anche difesi e rivendicati, ora come in passato, seppure in maniera differente. Abbiamo raggiunto dei traguardi, ma la strada è ancora in salita».
Il presidente Arcigay prosegue sottolineando l’importanza di questi eventi. Che non sono manifestazioni pittoresche. «Soprattutto nell'attuale recrudescenza di razzismo, omotransfobia e intolleranza, i Pride sembrano essere diventati il luogo in cui non solo le minoranze, ma tutta la società civile può esprimere e rivendicare valori di uguaglianza, rispetto, e dignità liberi da pregiudizio ed odio».
Per gli organizzatori erano almeno 7mila a sfilare.
Giuseppe Seminario, membro del Comitato Bologna Pride, illustra come questo Pride non "trascina" solo perché è uno degli ultimi della stagione, ma anche per i suoi temi centrali e inclusivi.
I temi nucleo di questa marcia sono stati suggeriti da tutta la comunità attraverso un percorso di assemblee ed incontri.
Uno dei temi portanti, emerso alle assemblee, è la lotta contro i fascismi; il termine è plurale perché, spiega Seminario «Il fascismo in sé è l'imposizione di una regola inderogabile, pena la discriminazione, e i fascismi a cui oggi va incontro la comunità più ampia sono diversi, sia istituzionali sia quotidiani, come ad esempio quelli contro i migranti, le donne col velo, i disabili, il diritto all'aborto, o come l'obbligo di interventi chirurgici prima di rettificare all'anagrafe il proprio genere». —
ANNA MARIA ARTIOLI
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