Gazzetta di Modena

Modena

Prima di stupirsi che anche qui... Anche qui, cosa?

di Enrico Grazioli
Prima di stupirsi che anche qui... Anche qui, cosa?

Nei giorni scorsi la nostra Gazzetta ha fatto il punto sul risiko della politica, con i suoi annessi e connessi, che animerà i prossimi mesi modenesi. Cercando di fotografare l’esistente e il...

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Nei giorni scorsi la nostra Gazzetta ha fatto il punto sul risiko della politica, con i suoi annessi e connessi, che animerà i prossimi mesi modenesi. Cercando di fotografare l’esistente e il possibile (o l’immaginabile a oggi) tra incarichi e poltrone, nomi e suggestioni, spartiti e musicanti, poteri e ambizioni. Rispettando nel racconto schemi consueti: a partire dal peso dei partiti e dal loro stato dell’arte, dalla condizione di salute pubblica dei loro esponenti, dal mood del loro intreccio di relazioni. Senza ricavarne conclusioni o indicazioni a priori: solo per dire da dove si parte e dove in qualche modo si dovrà arrivare (o andare a sbattere). Non è però un gioco di ruolo, ma un passaggio chiave per delineare il nostro futuro prossimo: chi ne ha parte si spera voglia muoversi da ora con sguardo e atteggiamenti diversi. Se a guidare l’approdo alle urne, con le conseguenti architetture degli assetti di governo e sottogoverno locale, sarà la bussola del passato, la rotta verrà smarrita (o persa, per usare un verbo che legato al voto forse a qualcuno dice qualcosa). Riproporre le battaglie di schieramenti (invero sempre più esigui), la rappresentazione in fieri delle diverse anime con ricalcolo del loro valore (plus valori non ce n’è più...) e riparto delle responsabilità, riallocare personale politico diversamente e altrove scaduto: tutto questo, se solo questo, sarebbe il segnale del naufragio imminente. Avviso, modesto, ai naviganti: rimettersi in gioco, ricominciare da zero o quasi, considerare Modena in sé e per sé (non come pedina su un confuso scacchiere nazionale). Aprirsi al nuovo e all’inconsueto, che rompe qualche schema in cambio di linfa vitale e orizzonti inusuali: a tutto ciò che comunque qui continua a nascere e vivere, a suggerire e chiedere almeno attenzione. E che spesso invece solo alligna, nel disinteresse di chi ha in mano le redini o dà le carte. Salvo poi chiedersi perché, chi mai l’avrebbe detto, anche qui... Anche qui, cosa?



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