Stranieri in corteo «Non aprite il Cpr dateci i permessi per poter lavorare»
In centocinquanta per le strade del centro per reclamare una politica diversa nei confronti dei migranti
«No al Cpr». Il coro s’è levato unanime ieri mattina in piazza Dante. Lo hanno scandito con forza più di centocinquanta persone, aderenti alla manifestazione organizzata dall’associazione Asahi. Al centro della loro protesta l’apertura a Modena del Centro per i rimpatri, su cui dubbi ha espresso il sindaco Gian Carlo Muzzarelli.
Il prefetto Maria Patrizia Paba ha anticipato che i lavori sono partiti «molto intensamente» e la frase non può che creare apprensioni in chi ne desidera la chiusura.
«In Italia ci vogliono torturare in prigione», hanno sostenuto in tanti davanti alla stazione, un luogo simbolo per gli arrivi in città. Un altro punto nevralgico è la Prefettura. Non è stata tappa della protesta, come ipotizzato dagli organizzatori in un primo momento, ma era presente grazie al forte dispiegamento delle forze dell’ordine.
Poliziotti e carabinieri, agenti della Municipale e componenti della Digos hanno controllato i manifestanti, sfilati tra le bandiere dell’Adl Cobas e decine di cartelloni. “Per una libertà senza paura. No Cpr, permesso subito” si leggeva nello striscione di testa, retto da più di dieci persone.
Sono migranti, in prima linea come desiderio dei promotori. Forti le rivendicazioni dalla scritta “#Apriamo i porti” a “Il razzismo uccide i migranti e rende schiavi gli italiani”. Sono piovute critiche sia al governo attuale «razzista e xenofobo» sia alla precedente gestione dell’Interno da parte di Marco Minniti, «che ha fatto sì che i migranti restassero bloccati in Italia». I migranti in testa hanno chiesto di lavorare, non di ricevere pocket money. Partito il corteo alle 11,05, i manifestanti hanno alzato i toni. «L’Europa e l’Africa sono come la padella e il cibo - ha scandito un esponente in viale Monte Kosica - perché gli europei hanno rubato le nostre risorse, aggredito i nostri diritti». Sotto gli sguardi di cittadini alle finestre e in strada hanno così rischiato di generare ulteriori muri e non ponti di accoglienza. Contestate le cooperative «che sfruttano il lavoro gratuito» e la scelta «razzista di dover pulire il parco per Vasco: il lavoro non può essere gratuito». Un punto su cui i manifestanti hanno trovato il pieno appoggio degli italiani presenti. Il corteo è sfilato davanti ai Musei per attraversare via Emilia Centro e approdare in piazza Matteotti per le rivendicazioni finali. «Continueremo a lottare per la dignità e i diritti di tutti», l’ultimo appello. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
