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lutto nel mondo dell’imprenditoria 

Addio a Lancellotti: creò la Tellure Rota

E.V.
Addio a Lancellotti: creò la Tellure Rota

Aveva 92 anni. Nel ‘53 fondò con la moglie Carla l’azienda formiginese. Promotore e presidente Cofim per un quinquennio

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«Grazie Presidente per tutto quello che hai fatto». Sono queste le parole con cui amici, dipendenti, ex dipendenti e collaboratori vogliono dare un ultimo saluto a Roberto Lancellotti, fondatore e presidente della Tellure Rota Spa, scomparso ieri mattina all'età di 92 anni.

Modenese, classe 1926, era figlio di un aviatore. Rimasto orfano da giovanissimo, aveva frequentato il Collegio militare dell’Aeronautica a Gorizia. Successivamente, aveva avviato la carriera militare e frequentato la facoltà di ingegneria presso l’Accademia militare aeronautica di Firenze e di Roma. Alla fine degli anni Quaranta, però, Lancellotti interruppe gli studi e lasciò il ruolo di ufficiale per diventare imprenditore.

Il 1953 avvenne la svolta: in quell'anno Roberto costituì a Formigine la Tellure Rota, azienda di progettazione, produzione e vendita di ruote e supporti per uso industriale, portata avanti insieme alla moglie Carla, con impegno, coraggio, passione per il proprio lavoro e lungimiranza. Qualità che, negli anni, hanno trasformato l’azienda da realtà artigianale a industria affermata sui mercati internazionali, tanto che, nel 2000, l'azienda aprì una filiale produttiva a San Paolo, in Brasile. Il cuore dell'azienda, però, è sempre rimasto a Formigine, nello stabilimento di 15mila metri quadrati che tanta ricchezza ha dato al territorio.

Roberto Lancellotti, infatti, era una persona dalla forte coscienza sociale; fu stata questa che gli permise, in un periodo turbolento come gli anni Settanta, di portare avanti, con i suoi lavoratori, percorsi di dialogo e condivisione per il miglioramento continuo, del lavoro e dell'azienda.

Promotore insieme ad altri imprenditori del Cofim, il Consorzio fidi di Modena, lo presiedette dalla sua costituzione nel 1982 fino al 1987. Questa esperienza lo portò poi a dare vita a Fidindustria Emilia-Romagna, il consorzio fidi a medio termine che ricomprende tutte le associazioni di categoria dei capoluoghi emiliano-romagnoli. Presiedette questa realtà dal 1988 al 1996.

Successivamente partecipò, a Roma, alla nascita di Federconfidi, la federazione nazionale dei consorzi fidi, di cui fu presidente dal 1995 al 1997. Verso la fine della sua carriera, la conduzione dell'azienda era passata in mano ai figli, ma Roberto, da presidente onorario, ha continuato a sorvegliarla da lontano con affetto e discrezione. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona splendida, a livello sia umano che lavorativo.

«Era una persona in gamba, ma allo stesso tempo molto semplice», lo ricorda la figlia, Elena Lancellotti che ora lo piange con la sorella Emanuela, i fratelli Adolfo e Carlo Alberto e la mamma Carla. I funerali di Roberto Lancellotti avverranno domani mattina alle 9, a Santa Maria del Mugnano. La salma verrà tumulata nel cimitero della chiesa. —

E.V.

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