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PRESIDENTE LAPAM 

Luppi: «Per i carburanti troppo divario fiscale con l’Unione europea»

Luppi: «Per i carburanti troppo divario fiscale con l’Unione europea»

«In Italia persiste un divario di pressione fiscale con l’Unione europea che nel 2018 vale 2,4 punti di Pil e su questo differenziale fiscale pesa, eccome se pesa, una più elevata tassazione...

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«In Italia persiste un divario di pressione fiscale con l’Unione europea che nel 2018 vale 2,4 punti di Pil e su questo differenziale fiscale pesa, eccome se pesa, una più elevata tassazione energetica che, secondo gli ultimi dati resi disponibili da Eurostat, in Italia vale il 2,8% del Pil, di 0,9 punti superiore alla media europea e distante dall’1,9% della Francia, dall’1,8% del Regno Unito, dall’1,5% della Germania e della Spagna. Le imprese esportatrici di casa nostra sono costrette a fare i salti mortali per restare competitive».

Gilberto Luppi, presidente di Lapam Confartigianato, commenta amaramente i dati sui costi del carburante. In valore assoluto il tax spread sull’energia vale quasi 16 miliardi (15.967 milioni di euro) di maggiore prelievo sui contribuenti italiani.

La posta più rilevante del prelievo fiscale è rappresentata dalle accise sui carburanti che, secondo i conti dell’Istat, nel 2017 registrano un gettito di 26.098 milioni di euro, con un aumento su base annua dell’1,6% a fronte della stagnazione nel biennio 2015-2016 e un calo nel biennio 2013 - 2014.

L’Italia, secondo la rilevazione di fine maggio 2018, è il primo Paese tra i 28 della Ue per accisa sui carburanti. —

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