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Modena, “Sos” sulla lavagna: «Italiani bravissimi ma noi vogliamo trovare un lavoro»

G.F.
Modena, “Sos” sulla lavagna: «Italiani bravissimi ma noi vogliamo trovare un lavoro»

Il messaggio è stato lasciato sulla lavagna delle scuole Guidotti da un richiedente asilo coinvolto in un progetto voluto dal comitato genitori per favorire l’integrazione

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“Gli italiani sono bravissimi, mi piace molto l’Italia, ma voglio solo documenti anche lavoro”. Su una lavagna della scuola media Guidotti è apparsa una scritta. Nove righe, bianco su nero, sullo strumento tradizionale con cui una persona richiedente asilo ha desiderato ringraziare per il coinvolgimento in un progetto di riqualificazione dell’istituto. Lo ha promosso il comitato genitori con l’approvazione della preside dell’istituto comprensivo 7, Ivana Nobler, e il supporto di richiedenti asilo. «Siamo convinti che l’integrazione passi attraverso un’educazione al fare», ha garantito Rosalba Salamanca, presidente del comitato genitori. I lavori sono iniziati da due settimane e hanno coinvolto più di trenta richiedenti asilo.

Il messaggio trovato sulla lavagna è stato percepito come “commovente” da Salamanca, ma i punti critici non mancano. «Con alcuni il feedback è positivo - ha aggiunto il presidente del comitato - mentre altri vengono senza sapere neanche cosa stiamo per fare, senza avere un gran volontà. Sapevamo che non sarebbe stato straordinario per tutti, ma loro non hanno gran piacere di aprirsi, di stare con gli altri. La volontà d’integrazione deve esserci anche da parte loro».

Sabato più di centocinquanta persone in centro, migranti in testa, hanno detto no sia al Cpr sia al lavoro gratuito. «Perché percepiscono il volontariato come sfruttamento? Forse perché chi li organizza non è in grado di passare loro il messaggio. - ha ripreso - Alcuni ragazzi vengono di malumore e hanno la percezione di essere sfruttati, mentre è al contrario: noi vogliamo dare loro un’opportunità». In ogni caso, proseguirà l’impegno dei genitori anche durante le vacanze estive, a loro spese «per il 70%» e puntando forte sull’integrazione perché - ha concluso Salamanca - «se anche una sola persona richiedente asilo apprezza il nostro progetto vuol dire che n’è valsa la pena». —



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