Gazzetta di Modena

Modena

cna all’attacco 

Saldi, rabbia dei negozianti «Basta, non descriveteci come categoria di ladri»

Polemica presa di posizione nei confronti delle associazioni dei consumatori e dei decaloghi per le svendite: «Se cisono  disonesti fate nomi e cognomi»

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Si ai saldi rispettando tutte le regole, ma no alla tesi secondo la quale i commercianti attendono le vendite di fine stagione per “ingannare” i loro clienti. È questa la sintesi del messaggio all’insegna di quello che si potrebbe definire “orgoglio del commerciante”, che arriva dalla Cna di Modena. A farsi portavoce del messaggio è Roberto Masi, presidente provinciale e Regionale di Cna Commercio e Turismo, che vuole così rispondere ai tanti allarmi lanciati in questi giorni da diverse associazioni dei consumatori

«Sabato sono iniziati i saldi estivi, e come al solito, è un proliferare di decaloghi su come evitare fregature da parte di negozianti senza scrupoli. - esordisce Masi - Intendiamoci, qui non si vuole certo negare che, come accade in tutte le categorie, anche tra chi esercita l’attività del commercio ci sia chi approfitta di questo periodo dell’anno per cercare di vendere merce di anni passati o praticare altre politiche commerciali poco etiche. Trattare, però l’intera categoria alla stregua di ladri, diffondendo liste di accorgimenti come si fa, ad esempio, per evitare i furti negli appartamenti sia una mancanza di rispetto per chi esercita un’attività utile per l’intera comunità, se pensiamo al presidio del territorio e della comunità che esercitano i negozianti». Masi prosegue chiedendosi come mai «la stessa attenzione non sia riservata alle vendite on line, ad esempio, dove i saldi si inseguono tutto l’anno con garanzie ben minori rispetto a quelle di cui possono usufruire i consumatori nei negozi fisici».

Ad avviso di Cna, sarebbe molto più utile che le Associazioni dei consumatori, anziché sparare nel mucchio denigrando tutta la categoria, facessero nomi e cognomi di chi si comporta in modo illegale, e analizzassero anche i comportamenti di chi, soprattutto in rete, promuove vendite definite sottocosto. Sono davvero sottocosto i prezzi praticati? E sono tali le garanzie concesse?

«Con questo – sottolinea Roberto Masi – non vogliamo certo ostacolare i cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo del commercio: le vendite on line sono una realtà consolidata, utile alle famiglie per contenere i costi. Vorremmo soltanto che anche queste realtà diventassero oggetto di indagine di chi segue il variegato mondo del commercio. Oppure che si analizzasse il mondo del commercio fisico, nel quale i ricavi – sempre più risicati, peraltro – dei commercianti sono destinati a pagare affitti, eventuali dipendenti, imposte e quant’altro. Solo ciò che rimane, e non è molto, serve al sostentamento personale e familiare. E, per ironia della sorte, spesso i negozi fisici sono considerati alla stregua di camerini per gli acquisti on line. Una beffa che si aggiunge al danno di una palese mancanza di rispetto che arriva da molte associazioni di consumatori». —

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