Tragico sorpasso a Medolla, muore in moto
Isidoro Celestino, 47 anni, di Mirandola, andava a un colloquio di lavoro. Una famiglia devastata
MEDOLLA Il 6 luglio aveva pubblicato sul suo profilo Facebook dei video in cui orgoglioso mostrava la sua moto nera Yamaha Monster scrivendo: “R1 torna a ruggire; R1 il ritorno”. La fierezza del motociclista, di chi non aspetta altro di salire sul suo bolide. Finchè quella stessa due ruote non ti porta via per sempre, mentre ti sei messo in strada per andare ad un colloquio di lavoro.
È morto così Isidoro Celestino, 47 anni, residente a Giarre, in provincia di Catania, ma domiciliato nella frazione mirandolese di Crocicchio Zeni. Era tornato a vivere nella Bassa da Berlino, dove si era trasferito nel 2015, per stare vicino alla madre. Rimasta vedova due anni fa e senza più i figli. Perché la mamma di Isidoro aveva già perso un’altra figlia di soli 28 anni. E ora lui. Che se ne è andato in sella alla sua R1, dopo un impatto violentissimo con un furgoncino Renault dell’AgriVerde che dalla Canaletto stava svoltando a sinistra per entrare nel passo della ditta. Un sorpasso del mezzo che ieri, poco dopo le 11, gli è costato la vita. Il 47enne ha fatto un volo di parecchie decine di metri, nei campi. Un impatto terribile che non gli ha lasciato scampo: Isidoro è morto sul colpo.
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«Procedevamo da Medolla verso Cavezzo - spiega S.P., il 56enne dipendente dell’AgriVerde alla guida del furgoncino - e quando mi sono fermato per girare nel passo della ditta ho visto il motociclista arrivare a scheggia dietro di me, sorpassarmi, e poi volare fuori strada. È stato un botto tale che mi ha spaccato il parafango anteriore. Ho chiamato i soccorsi e poi sono corso nei campi. Gli ho sentito il battito ma non reagiva: ho capito subito che era morto. Poco dopo sono arrivate un’ambulanza e l’automedica. Il personale sanitario gli ha tolto il casco e ha provato in tutti i modi a rianimarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Due anni fa anche mio figlio è stato centrato in auto da un motociclista 32enne: lui è vivo, ma il centauro è morto. Terribile rivivere la scena».
«Ho sentito un boato pazzesco - racconta un operaio di un vicino cantiere - a 16 anni ho visto tanti amici morire in moto.
Lunghi i rilievi della polizia municipale dell’Area Nord, che hanno bloccato il traffico sulla Canaletto per più di due ore. Gli agenti hanno ascoltato la testimonianza del 56enne alla guida del furgoncino e da una prima ricostruzione la dinamica corrisponderebbe: il motociclista avrebbe effettuato un sorpasso, forse senza accorgersi che il mezzo stava svoltando. Ma solo ulteriori accertamenti sulla moto e sul Renault - posti sotto sequestro - potranno confermarla. Intanto la salma di Celestino si trova in Medicina legale a Modena a disposizione del magistrato di turno. E verrà anche aperta d’ufficio un’inchiesta per omicidio colposo nei confronti del 56enne alla guida del furgone.
Amava Vasco, Isidoro. Le foto di Modena Park, che un anno fa aveva seguito dai maxi schermi in centro a Modena, le aveva postate tutte sui social. Come diversi pezzi del Kom. E poi la moto e i motoraduni, l’ultimo a Cavezzo, a luglio 2017. E infine il grande cordoglio per la morte di un motociclista. «Un altro di noi se n’è andato, riposa in pace Alessio», scriveva su Facebook un anno fa. Parole che pesano come macigni, ora che anche lui non c’è più. —
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