Vittima non riconosce il suo accoltellatore
CONCORDIA. Il senegalese 35enne Samba Ndaw, non ha riconosciuto con certezza l’uomo che il 6 aprile lo ha accoltellato cercando di assassinarlo al termine di una lite tra bande in un casolare di via...
CONCORDIA. Il senegalese 35enne Samba Ndaw, non ha riconosciuto con certezza l’uomo che il 6 aprile lo ha accoltellato cercando di assassinarlo al termine di una lite tra bande in un casolare di via Griffona, a Vallalta di Concordia. Ieri mattina in tribunale nell’aula della Corte di Assise, Samba è stato portato dal carcere, dove si trova tuttora, nella stanza separata da un vetro non trasparente, per l’incidente probatorio previsto dal giudice Marvasi, alla presenza del pm Pasquale Mazzei e dell’avvocato Antonietta Baffa Scirocco, difensore dei due marocchini che erano stati arrestati nei giorni successivi. Ovvero Jawad Bengagdad e Barak, il cui cognome era sconosciuto.
I due si trovano uno agli arresti domiciliari e l’altro in carcere, per quell’accoltellamento. Sono stati “mescolati” con altre tre persone, dalle sembianze nordafricane, per verificare se la vittima, a distanza di due mesi, ricordi ancora chi gli sferrò la coltellata. Ma Samba uno lo ha riconosciuto come presente a quel “misterioso” appuntamento, e dell’altro ha detto di non riconoscerlo con certezza, ma solo al 30-40%.
L’appuntamento, secondo i carabinieri, era destinato ad uno scambio di droga. Secondo i protagonisti ad un acquisto di elettrodomestici. Finì invece a coltellate, con Samba abbandonato poco dopo per strada dai due “amici” che erano con lui, e arrestato più tardi in ospedale, dove venne ricoverato d’urgenza, perché destinatario di un altro ordine di carcerazione. Ieri però di fendenti non ce ne sono stati. Nessun riconoscimento ufficiale. «Attendiamo le determinazioni del giudice», ha commentato l’avvocato Baffa Scirocco. —
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