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Fonderie a Navicello Già centinaia le firme contro il trasferimento

L.G.
Fonderie a Navicello Già centinaia le firme contro il trasferimento

I giorni sono ancora pochi, ma le firme sono già parecchie, anche perché le comunità di Navicello e Nonantola sono decisamente compatte nel dire no all’arrivo delle Fonderie. Mentre si avvicina il...

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I giorni sono ancora pochi, ma le firme sono già parecchie, anche perché le comunità di Navicello e Nonantola sono decisamente compatte nel dire no all’arrivo delle Fonderie. Mentre si avvicina il termine per la consegna dello studio di fattibilità da parte dell’azienda, i comitati Salute e Ambiente di Modena e Nonantola stanno portando avanti la raccolta firme contro la delocalizzazione dell’impianto di via Zarlati, alla Madonnina, che nel 2022 dovranno chiudere e trasferirsi. E l’area designata dal Comune di Modena per la riapertura - va però detto che quello che aprirà sarà un impianto completamente diverso da quello attuale - è appunto quella di Navicello, frazione a nord della città, sulla Nonantolana.

Una delocalizzazione contestata dai comitati, che in meno di un mese hanno già raccolto centinaia di firme: «I cittadini che vengono ai nostri banchetti rimangono tra l’incredulo e lo sbigottito - spiegano Sandra Poppi e William Zoboli per i comitati - anche perché a Navicello un’area di oltre 40mila metri quadrati vedrebbe cambiata la propria destinazione d’uso da terreno agricolo a industriale, e tutto questo proprio accanto alle due zincature metalli. Oltre a questo - continuano i due esponenti dei comitati - il trasferimento causerebbe un aumento di traffico veicolare proprio nello snodo critico di Navicello, mentre la trasformazione dell’area prevista creerebbe di fatto un comparto siderurgico-metallurgico in piena campagna, a ridosso del fiume Panaro, un elemento fondamentale per la biodiversità.

A giorni l’azienda dovrebbe presentare un primo studio di fattibilità, da cui dovrebbero emergere i primi dati concreti sull’intervento, da cui speriamo sia possibile capire la fattibilità dell’operazione e l’impatto ambientale effettivi. Noi - concludono Poppi e Zoboli - ci aspettiamo che i primi cittadini, gli amministratori, i consiglieri dei Comuni travolti da questa decisione facciano sentire la loro voce, si interessino, coinvolgano i cittadini e si schierino al nostro fianco». —

L.G.

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