Mobastacemento: «Amcm, così si cancella il passato della città»
«La questione del progetto ex Amcm merita attenzione, perché è un caso eclatante in cui, in nome della rigenerazione, si arriva a cancellare un passato storico e civile di una città». Così, il...
«La questione del progetto ex Amcm merita attenzione, perché è un caso eclatante in cui, in nome della rigenerazione, si arriva a cancellare un passato storico e civile di una città». Così, il comitato “Mobastacemento” interviene sulla riqualificazione del comparto, la cui delibera per la cessione degli immobili è stata licenziata ieri sera in commissione Seta, per passare domani pomeriggio all’esame del Consiglio comunale. Il comitato torna così al 2014, quando l’allora consigliere Ricci (Sel) chiese lumi all’amministrazione «sulla futura rimozione delle coperture in amianto del deposito Amcm». Nello specifico, il consigliere chiedeva «quali garanzie per l’incolumità pubblica ci fossero data la presenza di amianto nelle strutture in questione, ma soprattutto come mai nella mappatura degli immobili presenti all’interno del Comune di Modena riportanti presenza di amianto non sia mai comparsa l’area ex Amcm». Il comitato fa quindi notare che «tuttora, nella mappatura aggiornata a fine dicembre 2016, l’area non compare: qual è dunque la situazione della zona?». Amianto a parte, “Mobastacemento” chiede «il senso di un intervento che manca di lungimiranza, di visione complessiva in aspetti che non riguardano solo la mera riqualificazione della città, ma, per dirla con le parole dell’ex consigliera Eugenia Rossi, «la demolizione della palazzina dell’Amcm e del cinema estivo sono non solamente demolizioni di luoghi architettonici, ma anche luoghi di affezione cittadina e di memoria cittadina».
Anche se la palazzina non verrà demolita completamente, gli interventi previsti snatureranno il luogo nel suo complesso - attacca il comitato - con la presenza di un supermercato e la costruzione di tre edifici residenziali da sei piani ciascuno, lo spazio che ne risulterà sarà totalmente irriconoscibile». E in vista del Consiglio di domani, il comitato si chiede «se sia possibile che nessun gruppo abbia nulla da dire, che nessuno che abbia la capacità critica di opporsi ad un intervento che anche agli occhi dell’ultimo esperto in materia appare un controsenso». —
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